06/01/2023, 12.53
VATICANO
Invia ad un amico

Papa: 'Con i magi adoriamo Dio e non il nostro io'

L'omelia della solennità dell'Epifania celebrata in San Pietro con il card. Tagle nel giorno della manifestazione di Gesù alle genti. All'Angelus l'augurio per il Natale ortodosso con un nuovo appello alla fine dei combattimenti in Ucraina. Promulgata oggi la costituzione apostolica "In Ecclesiarum Communione" che riforma il vicariato di Roma: tre volte al mese il papa presiederà personalmente in stile sinodale il Consiglio episcopale della sua diocesi.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Come i magi arrendiamoci a Dio nello stupore dell’adorazione. Adoriamo Dio e non il nostro io”. Lo ha detto questa mattina papa Francesco nell’omelia della Messa nella solennità dell’Epifania, presieduta nella basilica vaticana. “Adoriamo Dio - ha proseguito - e non i falsi idoli che ci seducono col fascino del prestigio e del potere, con il fascino delle false notizie; adoriamo Dio per non inchinarci davanti alle cose che passano e alle logiche seducenti ma vuote del male”.

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda la manifestazione di Gesù alle genti di tutto il mondo, il pontefice ha affidato i riti all’altare al card. Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione. “Come una stella che sorge - ha detto Francesco - Gesù viene a illuminare tutti i popoli e a rischiarare le notti dell’umanità”. Riflettendo sull’esperienza vissuta dai magi il pontefice ha invitato innanzi tutto a cercare Dio attraverso l’inquietudine delle domande. “Il cammino della fede – ha commentato - inizia quando ci lasciamo interrogare, quando non ci accontentiamo della tranquillità delle nostre abitudini, ma ci mettiamo in gioco nelle sfide di ogni giorno; quando smettiamo di conservarci in uno spazio neutrale e decidiamo di abitare gli spazi scomodi della vita, fatti di relazioni con gli altri, di sorprese, di imprevisti, di progetti da portare avanti, di sogni da realizzare, di paure da affrontare, di sofferenze che scavano nella carne”.

Come i magi – ha proseguito – occorre però anche assumersi il rischio del cammino. “Chiediamoci oggi: sto camminando verso il Signore della vita, perché diventi il Signore della mia vita? Gesù, chi sei per me? Dove mi chiami ad andare, cosa chiedi alla mia vita? Quali scelte mi inviti a fare per gli altri?”. Infine lo stupore dell’adorazione dai grandi sapienti dell’Oriente davanti al Bambino. “A nulla serve attivarci pastoralmente se non mettiamo Gesù al centro, adorandolo. Lì impariamo a stare davanti a Dio non tanto per chiedere o fare qualcosa, ma solo per sostare in silenzio e abbandonarci al suo amore, per lasciarci afferrare e rigenerare dalla sua misericordia”.

Affacciandosi poi a mezzogiorno su piazza San Pietro per la preghiera dell’Angelus, papa Francesco ha rivolto il suo augurio alle comunità delle Chiese orientali che domani festeggiano il natale. E anche in questa occasione il pensiero è andato al martoriato popolo ucraino. “La nascita del Salvatore infonda conforto e speranza, ispiri passi concreti che possano portare finalmente alla fine dei combattimenti e alla pace”.

Ha inoltre ricordato la Giornata missionaria mondiale dei ragazzi, che come ogni anno la Chiesa celebra nel giorno dell’Epifania. “Saluto tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze - ha detto - che in ogni parte del mondo diffondono la gioia di essere amici di Gesù e si impegnano con la preghiera, i sacrifici e le offerte a sostenere i missionari del Vangelo”.

Sempre oggi, infine, papa Francesco ha promulgato ufficialmente la costituzione apostolica “In Ecclesiarum Communione” con la quale riorganizza il Vicariato di Roma. “Desidero che la Chiesa locale di Roma, affidata al mio servizio episcopale - scrive il papa - possa risplendere come esempio della comunione di fede e di carità, pienamente coinvolta nella missione dell’annuncio del Regno di Dio, custode della speranza divina di accogliere tutti nella sua salvezza”.

Tra le novità più importanti una presenza più diretta del papa nell’esercizio del suo ministero di vescovo di Roma, ma anche un rafforzamento della sinodalità con un ruolo più forte del Consiglio episcopale. Questo organismo - formato dal papa insieme al cardinale vicario e a tutti i vescovi ausiliari – viene descritto come il “luogo apicale del discernimento e delle decisioni pastorali e amministrative”. Nella costituzione apostolica si specifica che sarà personalmente il papa a presiederlo e si riunirà almeno tre volte al mese. “Il cardinale vicario – scrive ancora Francesco nel documento - nella sua funzione di coordinamento della pastorale diocesana agisce sempre in comunione con il Consiglio episcopale, per cui si discosti dal suo parere concorde solo dopo aver valutato la questione con me”. 

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Papa: All’Epifania fare un bel regalo al nostro Re, con oro, incenso e mirra
06/01/2019 11:09
Papa: L’augurio di Natale alle Chiese orientali. Essere premurosi come i Magi
06/01/2018 12:15
Papa: I Magi, uomini di scienza, ma aperti ai messaggi divini
06/01/2010
Il patriarca ecumenico Bartolomeo condanna l’invasione dell’Ucraina
25/02/2022 12:07
Papa a 60 anni dall'incontro tra Paolo VI e Atenagora: avanti sulla strada dell'unità dei cristiani
06/01/2024 13:20


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”