23/05/2021, 13.18
VATICANO-CINA
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Papa: Preghiamo per i cattolici in Cina ‘che tengo nel profondo del mio cuore’

L’invito di papa Francesco per i fedeli cinesi, in occasione della festa della Madonna di Sheshan e della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. “Lo Spirito Santo è come un vento forte e libero”. Egli “mette in comunicazione persone diverse realizzando l’unità e l’universalità della Chiesa”. “Nella Chiesa ci sono dei gruppetti che cercano sempre la divisione, di staccarsi dagli altri”. Le tensioni in Colombia; l’eruzione di Goma; la conclusione dell’Anno Laudato si’.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Un invito a pregare per i cattolici in Cina “che tengo nel profondo del mio cuore” è stato rivolto da papa Francesco ai fedeli radunati in piazza san Pietro per la recita del Regina Caeli. Ricordando che domani, 24 maggio, è “la festa della Beata Vergine Maria, Aiuto dei cristiani e celeste Patrona del loro grande Paese”, il pontefice ha sottolineato che “la Madre del Signore e della Chiesa è venerata con particolare devozione nel Santuario di Sheshan a Shanghai ed è invocata assiduamente dalle famiglie cristiane, nelle prove e nelle speranze della vita quotidiana”.

Dal 2008, per volere di Benedetto XVI, il 24 maggio si celebra la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. In questa occasione, i fedeli cinesi e dal mondo si recano in pellegrinaggio al santuario di Sheshan. Ma quest’anno, ancora a causa della pandemia, il santuario rimane chiuso per tutto il mese di maggio, sebbene parchi di divertimento e alberghi attorno siano aperti a pieno regime.

Il papa ha proseguito, esortando i fedeli cinesi ad essere uniti: “Quanto è buono e quanto è necessario che i membri di una famiglia e di una comunità cristiana siano sempre più uniti nell’amore e nella fede! In questo modo i genitori e i figli, i nonni e i bambini, i pastori e i fedeli possono seguire l’esempio dei primi discepoli che, nella solennità di Pentecoste, erano unanimi in preghiera con Maria in attesa dello Spirito Santo. Vi invito, perciò, ad accompagnare con fervida preghiera i fedeli cristiani in Cina, nostri carissimi fratelli e sorelle, che tengo nel profondo del mio cuore. Lo Spirito Santo, protagonista della missione della Chiesa nel mondo, li guidi e li aiuti ad essere portatori del lieto annuncio, testimoni di bontà e di carità, e costruttori nella loro patria di giustizia e di pace”.

In precedenza, il papa aveva commentato l’evento della Pentecoste come narrato negli Atti degli Apostoli (2,1-11). “Lo Spirito Santo – ha detto - è come un vento forte e libero, ci porta forza e libertà. Non si può controllare, fermare, né misurare; e nemmeno prevederne la direzione. Non si lascia inquadrare nelle nostre esigenze umane, nei nostri schemi e nei nostri pregiudizi”.

Il pontefice ha ricordato che gli apostoli “non avevano ancora il coraggio di uscire allo scoperto. Anche noi, a volte, preferiamo rimanere tra le mura protettive dei nostri ambienti. Ma il Signore sa come raggiungerci e aprire le porte del nostro cuore. Egli manda su di noi lo Spirito Santo che ci avvolge e vince tutte le nostre titubanze, abbatte le nostre difese, smonta le nostre false sicurezze”.

“Lo Spirito – ha aggiunto - cambia il cuore, allarga lo sguardo dei discepoli. Li rende capaci di comunicare a tutti le grandi opere di Dio, senza limiti, oltrepassando i confini culturali e religiosi entro cui erano abituati a pensare e a vivere. Li mette in grado di raggiungere gli altri rispettando le loro possibilità di ascolto e di comprensione, nella cultura e linguaggio di ciascuno (vv. 5-11). In altre parole, lo Spirito Santo mette in comunicazione persone diverse realizzando l’unità e l’universalità della Chiesa”.

Parlando poi a braccio, il papa ha detto: “Nella Chiesa ci sono dei gruppetti che cercano sempre la divisione, di staccarsi dagli altri. E citando “un bravo cardinale di Genova” ha ricordato un suo pensiero, secondo cui, la Chiesa “è come un fiume l’importante è stare dentro; se tu stai un po’ da quella parte e un po’ da quell’altra parte non interessa, lo Spirito Santo fa l’unità”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha anzitutto chiesto preghiere per la situazione di tensione sociale che si vive in Colombia: “Prego perché l'amato popolo colombiano sappia accogliere i doni dello Spirito Santo, affinché attraverso un dialogo serio si possano trovare soluzioni giuste ai molteplici problemi di cui soffrono specialmente i più poveri dovuti alla pandemia”. Egli ha anche esortato “ad evitare per ragioni umanitarie comportamenti dannosi per la popolazione nell'esercizio del diritto alla protesta pacifica”.

Egli ha poi ricordato la popolazione di Goma (Repubblica democratica del Congo), costretta a fuggire a causa dell’eruzione del vulcano Nyiragongo. Infine, egli ha ringraziato “quanti hanno partecipato con numerose iniziative in tutto il mondo” all’Anno Laudato sì, ed ha annunciato la nascita di “Piattaforma Laudato si’, un percorso operativo di sette anni che guiderà …ad assumere uno stile di vita sostenibile”.

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