30/08/2023, 11.55
VATICANO
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Papa: il 4 ottobre una seconda Laudato Sì contro ‘la guerra mondiale alla casa comune’

L’annuncio del pontefice oggi al termine dell’udienza generale: nella festa di San Francesco una nuova esortazione. “Schieriamoci a fianco delle vittime delle ingiustizie ambientali e climatiche”. Nella catechesi l’esempio missionario di Kateri Tekakwitha, la prima santa nativa nordamericana.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il 4 ottobre, nella festa di san Francesco d’Assisi e nel giorno dell’apertura dell’Assemblea sinodale in Vaticano, papa Francesco pubblicherà una esortazione apostolica sulla cura del creato, “una seconda Laudato Sì”. Ad annunciare la data della diffusione del documento - a cui lui stesso aveva già accennato qualche giorno fa in un’udienza a una delegazione di avvocati di Paesi membri del Consiglio d’Europa - è stato il pontefice stesso oggi, al termine dell’udienza generale del mercoledì, tenuta nell’aula Paolo VI.

“Dopodomani, 1 settembre, si celebra la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato – ha detto Francesco - inaugurando il tempo del creato che durerà fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi. In quella data ho intenzione di pubblicare un'esortazione, una seconda Laudato si' (la sua enciclica sulla “cura della casa comune”, diffusa il 18 giugno 2015 ndr). “Uniamoci ai nostri fratelli e sorelle cristiani - ha aggiunto il papa - nell'impegno di custodire il creato come dono sacro del creatore. È necessario schierarsi al fianco delle vittime delle ingiustizie ambientali e climatiche sforzandosi di porre fine all'insensata guerra alla nostra casa comune, che è una guerra mondiale terribile. Esorto tutti voi a lavorare e pregare affinché essa abbondi nuovamente di vita”.

In precedenza papa Francesco aveva proseguito la sua catechesi su alcune grandi testimoni dello zelo apostolico nell’evangelizzazione soffermandosi sulla figura di Kateri Tekakwitha, la prima santa nativa nordamericana. Nata intorno all’anno 1656 in un villaggio nella parte alta dello Stato di New York, era figlia di un capo Mohawk non battezzato e della madre cristiana Algonchina, la quale insegnò a Kateri a pregare. “L’evangelizzazione - ha commentato il papa - spesso inizia con gesti semplici, piccoli, come i genitori che aiutano i figli a imparare a parlare con Dio nella preghiera e che raccontano loro il suo amore grande e misericordioso. E le basi della fede per Kateri, e spesso anche per noi, sono state poste in questo modo. Lei l’aveva ricevuta dalla mamma in dialetto, il dialetto della fede”.

Della santa dei nativi il pontefice ha ricordato le tante difficoltà che dovette affrontare: l’epidemia di vaiolo che lasciò dei segni sul suo corpo, l’ostilità e l’aperta persecuzione dopo il battesimo. “Tutto ciò – ha commentato - diede a Kateri un grande amore per la croce, segno definitivo dell’amore di Cristo, che si è donato fino alla fine per noi. La testimonianza del Vangelo, infatti, non riguarda solo ciò che è piacevole; dobbiamo anche saper portare con pazienza, con fiducia e speranza le nostre croci quotidiane. La pazienza, davanti alle difficoltà, alle croci: la pazienza è una grande virtù cristiana. Chi non ha pazienza non è un buon cristiano”.

Costretta a rifugiarsi tra i Mohawk nella missione dei Gesuiti vicino alla città di Montreal impressionava tutti per la sua vita di preghiera, animata da un amore profondo per Dio, e dall’esempio di servizio nella cura dei bambini, degli ammalati e degli anziani. servire. Sebbene fosse incoraggiata a sposarsi, Kateri voleva invece dedicare completamente la sua vita a Cristo. Impossibilitata ad entrare nella vita consacrata, emise voto di verginità perpetua il 25 marzo 1679. “Questa sua scelta – ha aggiunto ancora il papa - rivela un altro aspetto dello zelo apostolico: la dedizione totale al Signore. Certo, non tutti sono chiamati a fare lo stesso voto di Kateri; tuttavia - ha concluso - ogni cristiano è chiamato ogni giorno a impegnarsi con cuore indiviso nella vocazione e nella missione affidatagli da Dio, servendo Lui e il prossimo in spirito di carità”.

Nei saluti ai gruppi presenti, infine, papa Francesco ha chiesto nuovamente ai fedeli di accompagnarlo nella preghiera durante il suo viaggio apostolico in Mongolia, che comincia domani. E ha rinnovato anche l’invito alla vicinanza e alla preghiera “per la cara e martoriata Ucraina, così provata da grande sofferenza”.

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