08/04/2026, 15.44
ASIA
Invia ad un amico

Pasqua per la vita in Asia: dalla custodia del creato al no alla guerra

Il card. Suharyo da Jakarta: 'Uno stile di vita sobrio è un dovere morale, prima ancora che una risposta alla crisi energetica". Nelle Filippine il card. David su un atto di devozione popolare trasformatosi nel maltrattamento di un animale: "Giusto criticarlo, ma ci insegni davvero il rispetto per ogni vita umana". Il card. Ranjith a Colombo: "Anche in politica la leadership sia servizio, non dominio sugli altri". 

Milano (AsiaNews) - Far entrare il messaggio di vita del Risorto nei nostri comportamenti più quotidiani e nella preghiera per la pace. È l'invito che molti vescovi dell'Asia hanno rivolto ai fedeli nei riti della Pasqua celebrati in questi giorni. 

Da Jakarta il card. Ignatius Suharyo ha lanciato l’invito a coltivare uno stile di vita più sobrio e a una maggiore cura per l’ambiente come frutto della Pasqua. Parlando ai fedeli nella liturgia del giorno della Resurrezione di Gesù. Il porporato ha sottolineato come la distruzione ambientale sia una conseguenza concreta dell’avidità umana e debba essere affrontata attraverso una conversione morale.

La “Cura dell’integrità del creato” è uno dei temi delle linee pastorali per il 2026 dell’arcidiocesi di Jakarta, ma assume un significato particolare in queste giornate segnate dalla crisi internazionale. “Vediamo e percepiamo che il mondo è nell’incertezza - ha commentato il card. Suharyo -. L’attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, seguito da ritorsioni contro Israele, ha portato il mondo sull’orlo di una crisi energetica che tocca i bisogni essenziali delle persone. Le guerre di oggi, con tutti i loro orrori, sono violazioni del diritto internazionale. Le loro conseguenze sono devastanti, non solo per il mondo e il pianeta, ma per l’umanità stessa”.

Per i cristiani il compito di rispondere con gesti di speranza: “Anche nelle tenebre, c’è sempre luce. Siamo chiamati a ricostruire la vita radicandoci in Cristo risorto—rispettando la dignità umana, prendendoci cura gli uni degli altri e ricostruendo la nostra vita comune. L’ecologia integrale non riguarda solo elettricità, acqua, rifiuti o alberi. Riguarda l’intero ecosistema del mondo. E l’avidità -per sua natura - è distruttiva”, ha spiegato.

Di qui l’invito ad adottare uno stile di vita sobrio: “Risparmiare energia è un obbligo morale – ha osservato -. Dovremmo farlo con costanza, senza aspettare una crisi. Ma anche ogni sforzo che distrugge i valori morali cristiani deve essere contrastato - corruzione, violenza e politiche che trascurano i deboli e gli emarginati. “Restiamo saldi nella fede, forti nella speranza e ardenti nella carità”.

Nelle Filippine, infine, un episodio spiacevole ha offerto al card. Pablo Virgilio David, vescovo di Kalookan, l’occasione per un pensiero sul rispetto della vita. “Diverse persone – ha scritto in un post - hanno giustamento reagito con forza all’uso di un colombo al posto di un bambino per lo svelamento dell’immagine della Madre Addolorata durante il rito del Salubong in una delle nostre parrocchie, soprattutto per il modo in cui è stato legato e liberato con palloncini che portavano il velo nero. È stato un gesto deplorevole. Se ne fossi stato a conoscenza prima, non lo avrei approvato”.

“Condivido questa attenzione per la cura del creato – ha aggiunto il card. David - e ho dato indicazioni in tal senso alle nostre comunità. Allo stesso tempo, non posso fare a meno di desiderare che mostriamo la stessa urgenza morale e la stessa indignazione collettiva per la perdita di vite umane. Abbiamo assistito a persone uccise sulla base del semplice sospetto di uso di droga. Vediamo civili innocenti coinvolti nella violenza della guerra, mentre i conflitti continuano ad aggravarsi e a devastare intere società. Solo quando il nostro senso di responsabilità morale diventa completo, e non frammentato – ha concluso - possiamo davvero dire di difendere la vita in tutta la sua dignità”.

Il tema della pace è stato al centro anche del messaggio pasquale dell’arcivescovo di Colombo, il card. Malcom Ranjith. “La leadership è servizio, è amore - ha ricordato nella sua omelia -. È dare il buon esempio. Guardate invece che cosa stanno facendo: uccidono uomini, donne e bambini innocenti. Bombardano indiscriminatamente, riducendo alla fame molte persone con difficoltà di ogni tipo, economiche e sociali. Come si può dire di essere cristiani se si agisce così? Questa è una mentalità da tomba. Gesù Cristo invece ha parlato di risurrezione, vita, gioia e felicità”.

“In questi giorni dobbiamo pregare molto per la pace – ha aggiunto il card. Ranjith -. Dobbiamo chiedere al Signore di portarla. Il cristianesimo non consiste semplicemente nell’offrire preghiere o leggere le Sacre Scritture. Ci chiede di vivere con uno scopo, mostrare compassione verso il prossimo e servire gli altri. Si dice che i leader debbano servire il loro popolo. Oggi, invece, molti al potere agiscono come dominatori piuttosto che come servitori”.

(hanno collaborato Mathias Hariyadi e Melani Manel Pereira)

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Alla ricerca dei segni del Risorto nel mondo
09/04/2023
Colombo: gli ulema 'preoccupati' per le notizie su nuovi attentati
13/10/2021 10:47
Commissione parlamentare: Sirisena, responsabile degli attentati di Pasqua
25/10/2019 12:58
Concerti, danze tradizionali e un ‘piccolo’ banchetto: così i cattolici turkmeni hanno festeggiato la Pasqua
12/04/2018 11:09
Papa: Gesù risorto è invito a rinnovarsi e a sperare di fronte alle difficoltà
31/03/2018 21:58


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”