03/08/2006, 00.00
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Pechino, intellettuali contro la censura su Internet

Un gruppo composto da 103 intellettuali cinesi ha protestato con una lettera aperta per la chiusura del sito Century China, considerato il portale più influente di scambio intellettuale fra Cina, Hong Kong e Taiwan, ed ha chiesto di non isolare gli intellettuali cinesi.

Pechino (AsiaNews/Scmp) – Un gruppo composto da intellettuali cinesi e stranieri ha protestato contro la chiusura di uno dei siti Internet più popolari del Paese ed ha espresso il timore che la censura governativa possa isolare del tutto gli intellettuali della Cina. I 103 intellettuali sono per la maggior parte scrittori, avvocati ed insegnanti: hanno espresso la loro protesta con una lettera aperta in cui invitano a siglare una petizione pro-libertà di Internet.

La lettera afferma che "la chiusura del sito Century China ha distrutto l'ultimo luogo di incontro online degli intellettuali cinesi" e sottolinea che il gesto "rappresenta non solo la scomparsa di un'eccellente piattaforma interattiva fra il governo e la popolazione, ma blocca anche uno dei canali di comunicazione più usato dai cinesi che vivono in Patria e quelli che sono all'estero. Esilia inoltre il settore intellettuale".

Century China ospita otto forum di discussione diversi: nato sei anni fa, è considerato il "portale più influente di scambio intellettuale fra Cina, Hong Kong e Taiwan". Il gruppo sottolinea che "è qui che i cinesi di tutto il mondo hanno espresso la loro speranza di liberà, democrazia e governo costituzionale"

Il sito è stato chiuso il 25 luglio scorso con un decreto dell'Amministrazione delle comunicazioni di Pechino, che lo accusa di "aver fornito in maniera illegale delle notizie non autorizzate ed aver violato i regolamenti del cyber-spazio".

Gli intellettuali hanno chiesto "con urgenza" al governo di fornire le prove di tali accuse ed ha invitato gli operatori del sito a difendersi, così come previsto dalla legge. Fra i firmatari vi sono esponenti di spicco dell'intellighenzia cinese come Li Datong, ex editore del quotidiano China Youth Daily di Bingdian, il professor He Weifang e la fondatrice del gruppo "Madri di Tiananmen", Ding Zilin.

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