03/10/2008, 00.00
CINA
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Pechino spia gli abbonati e i messaggi di Skype

Il partner cinese filtra testi compromettenti per il governo cinese e offre ad esso i nomi di abbonati e destinatari dei messaggi. Uno scandalo simile è avvenuto con Yahoo!, che ha rivelato l’identità di due suoi abbonati, giornalisti cinesi, condannati poi a 10 anni di lager.

New York (AsiaNews/ Agenzie) – La Cina controlla e censura i messaggi e le chat-line inviati attraverso Skype. Lo ha dichiarato la stessa compagnia internet accusando la sua partner in Cina, la Tom-Skype, di aver infranto la privacy dei suoi abbonati.

La Tom-Skype infatti non solo censura messaggi contenenti parole sensibili per il governo cinese, ma immagazzina i testi, che investigati possono portare a identificare l’abbonato che li ha immessi nel web.

Già nel 2006 Skype aveva ammesso che per entrare nel mercato cinese aveva accettato di porre una censura preventiva su internet che bloccava messaggi contenenti parole come “Falun Gong”, “Taiwan” o frasi di critica ed opposizione al Partito comunista cinese. La Tom-Skype è andata oltre offrendo al governo cinese anche i nomi degli autori dei messaggi e perfino i nomi di tutti i destinatari.

La Skype scarica tutte le responsabilità sul suo partner cinese, accusandolo di aver cambiato la policy senza avvertirli. La Tom-Skype si difende dicendo che “In quanto compagnia cinese, noi aderiamo a metodi e regolamenti della Cina, dove noi operiamo”.

La “confessione” del servizio web viene dopo che un gruppo canadese di ricerca, il Citizen Lab, ha scoperto sul web un database contenente almeno 150 mila messaggi con parole politicamente sensibili bloccati dalla Cina.

Da anni le maggiori compagnie di internet, per operare in Cina, hanno accettato la condizione di filtraggio preventivo di informazioni e per e-mail. L’anno scorso Yahoo! È stata al centro di uno scandalo internazionale per aver dato alla polizia cinese i nomi di alcuni suoi abbonati che avevano pubblicato articoli sulla democrazia su internet. Almeno due suoi abbonati, i giornalisti Shi Tao e Weng Xiaoning, sono stati condannati a 10 anni di prigione per aver divulgato “segreti di stato su internet”.

Grazie a un decreto passato al parlamento americano, che vieta alle ditte di aiutare la censura cinese, Yahoo è stata costretta a pagare un’ingente somma ai familiari dei due imprigionati.

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