Pilota civile americano ucciso dai separatisti in Papua
Nicholas F. Goselin della Associated Mission Aviation era impegnato in uno dei voli di collegamento essenziali per le comunità più isolate. Colpito mortalmente con armi da fuoco una volta completato l'atterraggio, illesi i 7 papuani che si trovavano a bordo. L'attacco è stato rivendicato dall'Esercito di Liberazione Nazionale della Papua Occidentale.
Jakarta (AsiaNews) - Il governo degli Stati Uniti ha dichiarato di seguire con attenzione l'indagine delle autorità indonesiane sull'uccisione del pilota americano Nicholas F. Goselin, rimasto vittima di un attacco armato nella regione della Papua. L'uomo era ai comandi di un velivolo Pilatus della compagnia Associated Mission Aviation (AMA), impegnata da oltre sessant’anni nel collegamento delle comunità più isolate dell'isola.
L'attacco è avvenuto giovedì 2 luglio presso la pista d'atterraggio di Balinggama, nella reggenza di Yahukimo, nella Papua degli Altipiani. Secondo la ricostruzione della Direzione generale dell'Aviazione civile indonesiana, l'aereo era decollato dall'aeroporto di Wamena alle 6,30 del mattino con a bordo il pilota e sette passeggeri. Il volo si era svolto in condizioni meteorologiche favorevoli e, prima dell'atterraggio, non erano stati segnalati rischi per la sicurezza nell'area.
Dopo l'atterraggio, però, le comunicazioni con il personale a terra si sono improvvisamente interrotte. Goselin è stato colpito mortalmente da colpi d'arma da fuoco poco dopo essere sceso dall'aereo. I sette passeggeri, tutti papuani indigeni, sono invece sopravvissuti e sono riusciti a fare ritorno nelle proprie abitazioni.
Il direttore di AMA, Bob Kayadu, ha definito l'episodio il primo attacco mortale subito da un membro dell'equipaggio della compagnia nei suoi 67 anni di attività in Papua. Ha espresso profondo cordoglio per la morte del pilota, sottolineando come si tratti di un evento completamente diverso da un incidente aereo, poiché Goselin stava svolgendo un servizio a favore delle comunità più remote della regione.
Anche il responsabile del Comando congiunto di difesa regionale (Kogabwilhan) III, il tenente generale Lucky Avianto, ha confermato che tutti i passeggeri sono stati messi in salvo e ha ringraziato le autorità tradizionali, i leader religiosi e gli abitanti locali che hanno collaborato al recupero della salma del pilota.
L'attacco è stato rivendicato dall'Esercito di Liberazione Nazionale della Papua Occidentale (TPNPB), il braccio armato del Movimento per la Papua Libera (OPM). Il portavoce Sebby Sambom ha dichiarato che l'azione è stata condotta dall'unità di Yahukimo, sostenendo che l'aereo era entrato in un'area considerata operativa dai ribelli. Sambom ha inoltre accusato le autorità indonesiane di utilizzare frequentemente velivoli civili per il trasporto di personale militare e materiali logistici verso le zone interne della Papua.
Oltre all'uccisione del pilota, il gruppo separatista ha rivendicato anche l'incendio dell'aereo della compagnia AMA. Nelle sue dichiarazioni, il TPNPB ha attribuito la responsabilità del perdurare del conflitto ai governi di Indonesia, Stati Uniti e Paesi Bassi, accusandoli di non affrontare le cause profonde della crisi che interessa la Papua da decenni.
Associated Mission Aviation rappresenta una delle più antiche organizzazioni di aviazione missionaria della regione. Fondata nel 1959 come servizio aereo della Chiesa cattolica della diocesi di Jayapura, la compagnia garantisce collegamenti essenziali verso comunità raggiungibili soltanto in aereo, trasportando personale sanitario, missionari, aiuti umanitari e residenti locali. Nel corso della sua storia ha svolto un ruolo fondamentale nell'assistenza alle popolazioni delle aree più isolate della Papua.
Anche la Mission Aviation Fellowship (MAF), organizzazione cristiana internazionale attiva dal 1945, opera da lungo tempo nella regione con finalità analoghe, assicurando collegamenti aerei per missioni umanitarie e sanitarie.
Sul piano internazionale, il Dipartimento di Stato americano ha confermato di essere in contatto sia con le autorità indonesiane sia con la famiglia della vittima. Un portavoce ha dichiarato che Washington segue da vicino gli sviluppi dell'inchiesta sulla morte del cittadino statunitense, senza fornire ulteriori dettagli per rispetto della privacy dei familiari.
L'episodio riporta l'attenzione sul persistente conflitto che interessa la Papua, dove da anni le forze di sicurezza indonesiane e i gruppi separatisti si scontrano in un contesto caratterizzato da tensioni politiche, violenze armate e difficoltà di accesso per le organizzazioni civili che operano nelle aree più remote della regione.
14/11/2024 08:53





