Social network: chiusi 4,7 milioni di profili ai minori indonesiani
La misura adottata da TikTok e YouTube su rischiesta del governo di Jakarta in attuazione del divieto di accesso per chi ha meno di 16 anni entrato in vigore a marzo. Intanto in Australia, il Paese che ha aperto la strada a questo tipo di provvedimenti, il premier Albanese studia nuove misure per evitare l'aggiramento della norma.
Jakarta (AsiaNews/Agenzie) - Il ministro delle Comunicazioni e del Digitale dell’Indonesia, Meutya Hafid, ha annunciato che le piattaforme TikTok e YouTube hanno disattivato complessivamente circa 4,7 milioni di account appartenenti a utenti con meno di 16 anni, in conformità con le nuove norme introdotte dal governo locale nel marzo scorso. Nel dettaglio, TikTok ha eliminato circa 4,1 milioni di account, mentre YouTube ne ha disattivati circa 600mila.
Seguendo la strada aperta lo scorso anno dall’Australia, anche la legge indonesiana oggi impone alle piattaforme considerate ad alto rischio di impedire l’accesso ai minori di 16 anni attraverso la disattivazione dei loro account. Oltre a TikTok e YouTube, il provvedimento riguarda anche X (ex Twitter), Instagram di Meta e la piattaforma di videogiochi Roblox. Le aziende coinvolte sono inoltre tenute a presentare al governo relazioni di autovalutazione per dimostrare il rispetto delle nuove disposizioni, che il ministero sta attualmente verificando.
Secondo il ministro Hafid, l’obiettivo del governo non è semplicemente ritardare l’ingresso dei più giovani nel mondo dei social media, ma promuovere un cambiamento strutturale nel comportamento delle piattaforme digitali, rendendole più responsabili nella tutela dei minori. L’esecutivo di Jakarta ritiene infatti che le aziende tecnologiche debbano assumere un ruolo più attivo nella prevenzione dei rischi connessi all’uso precoce dei social network.
Le autorità indonesiane giustificano le restrizioni con la necessità di contrastare fenomeni sempre più diffusi tra gli adolescenti, come il cyberbullismo, la dipendenza dai social media e i possibili effetti negativi sulla salute mentale e sul benessere psicofisico dei giovani. La decisione riflette una crescente attenzione internazionale verso l’impatto delle piattaforme digitali sulle nuove generazioni.
Nel frattempo in Australia il primo ministro Anthony Albanese ha dichiarato che l’esecutivo sta esaminando nuove misure per rendere il divieto più rigoroso e garantire una migliore tutela dei giovani utenti. Secondo osservatori ed esperti, molti bambini continuano infatti ad accedere ai social network nonostante il divieto. Intervenendo in Parlamento, Albanese ha spiegato che il governo considera questa riforma una priorità.
Oltre all’Indonesia anche Canada e Brasile nel mondo hanno già adottato il divieto di accesso ai social network per i minori di 16 anni, mentre altri Paesi come Gran Bretagna, Francia, Spagna, Danimarca, Thailandia e Corea del Sud, stanno studiando o sviluppando misure simili.
27/08/2019 08:25





