Meno figli e più isolamento: la famiglia cambia anche in Vietnam
In occasione della Giornata della famiglia che il Paese celebra ogni anno il 28 giugno l'opinione pubblica si interroga sui mutamenti in atto richiamando le tradizioni locali. Divorzi e squilibrio fra sessi fra le sfide. La retorica del partito e i quattro valori familiari fondamentali: prosperità, felicità, progresso e civiltà.
Hanoi (AsiaNews) - Una famiglia che cambia, adattandosi ai mutamenti provenienti dall’esterno con l’obiettivo - almeno questa è la retorica ufficiale del partito unico comunista al potere - di preservare valori che durano nel tempo. Questo il ritratto che emerge del nucleo fondante della società vietnamita alla viglia della Giornata della famiglia che si celebra in tutto il Vietnam il 28 giugno prossimo. Una forza che è strettamente collegata alla sostenibilità sociale, alla qualità delle risorse umane e funzionale allo sviluppo di lungo periodo del Paese.
Mentre il Vietnam accelera il processo di industrializzazione, modernizzazione, trasformazione digitale e integrazione internazionale, le famiglie stanno subendo profondi cambiamenti. Secondo studiosi e ricercatori, riferisce l’agenzia Vietnamplus, queste mutazioni creano nuove opportunità ma pongono al contempo delle sfide alla salvaguardia dei valori tradizionali. Del resto nel corso della storia la famiglia è sempre rimasta un pilastro fondamentale della società, perché oltre a crescere le generazioni future e preservare le tradizioni culturali, essa costituisce il primo ambiente in cui si formano personalità, valori e aspirazioni.
Nguyen Huu Minh, professore e presidente dell’Associazione Sociologica del Vietnam, spiega che le famiglie sono “cambiate in modo significativo sia nella struttura che nella funzione”. La dimensione dei nuclei familiari è diminuita progressivamente, passando da una media di 5,2 membri nel 1979 a 3,6 nel 2024, mentre le famiglie allargate hanno lasciato il posto a quelle nucleari. Sebbene ciò rifletta l’urbanizzazione e l’industrializzazione, questo cambiamento ha indebolito il sostegno intergenerazionale e la coesione familiare.
Un’altra fonte di preoccupazione è il persistente squilibrio nel rapporto tra i sessi alla nascita, che rimane intorno a 111 maschi ogni 100 femmine. Se la tendenza dovesse continuare, si stima che nei prossimi dieci anni circa 3,5 milioni di uomini vietnamiti potrebbero avere difficoltà a trovare una compagna. Anche le dinamiche di assistenza familiare sono cambiate: con la diffusione delle famiglie nucleari, il numero di parenti disponibili a prendersi cura degli anziani e dei bambini è diminuito. La migrazione per motivi di lavoro, sia all’interno del Paese che all’estero, ha portato molti genitori a lavorare lontano da casa.
Nel contempo, i servizi pubblici di assistenza agli anziani rimangono limitati e le strutture private sono troppo costose per la maggior parte delle famiglie. I bambini i cui genitori lavorano lontano spesso dipendono dai nonni o da figure di riferimento, che potrebbero non essere in grado di fornire un sostegno educativo ed emotivo sufficiente. Ciò può influire sullo sviluppo della personalità e sul benessere psicologico dei bambini. Lo stesso Minh ha ricordato casi di bambini che hanno vissuto “un profondo disagio emotivo a causa della separazione prolungata dai genitori”.
L’aumento dei divorzi rappresenta un’altra sfida: negli ultimi 30 anni il dato relativo alle separazioni in Vietnam è aumentato di circa sette volte. Sebbene il divorzio possa offrire agli adulti un nuovo inizio, spesso sono i bambini a sopportare il peso emotivo maggiore a causa delle controversie sull’affidamento e dei conflitti prolungati tra i genitori. Anche la tecnologia digitale sta ridefinendo i rapporti: difatti è sempre più comune che i membri della famiglia si concentrino su smartphone, tablet o televisori anche durante i pasti, riducendo l’interazione faccia a faccia e indebolendo i legami affettivi. Oltretutto i genitori incontrano inoltre maggiori difficoltà nel guidare e monitorare la vita online dei propri figli, ampliando il divario generazionale.
Il vice-ministro della Cultura, sport e turismo Trinh Thi Thuy ha affermato che le trasformazioni odierne della famiglia sono un “risultato inevitabile” dello sviluppo e incidono su istruzione, assistenza, protezione, legami intergenerazionali e conservazione culturale. L’invecchiamento della popolazione, il calo dei tassi di natalità, le pressioni legate alla conciliazione tra lavoro e famiglia, l’aumento dei divorzi, il divario generazionale sempre più ampio e la crescente influenza della tecnologia digitale rappresentano tutte nuove sfide. Ciononostante, gli esperti concordano sul fatto che, a prescindere dai cambiamenti sociali, la famiglia rimane il fondamento per la formazione di cittadini responsabili.
In questo frangente interviene anche la retorica di Stato e del partito comunista nella difesa dell’istituzione e dei principi che rappresenta: valori quali il patriottismo, il rispetto della legge, la compassione, la moralità e l’identità culturale hanno tutti - secondo la vulgata ufficiale - origine in famiglia. La Risoluzione n. 80-NQ/TW del Politburo sullo sviluppo della cultura vietnamita identifica quattro valori familiari fondamentali: prosperità, felicità, progresso e civiltà. Al riguardo il prof. Minh Conclude affermando che questi principi si “adattano bene alla società moderna”, ma dovrebbero essere tradotti “in indicatori misurabili”. Definizioni chiare di prosperità, felicità, progresso e civiltà dovrebbero essere integrate negli obiettivi di sviluppo socio-economico locali, insieme a indicatori sulla parità di genere e sul benessere familiare, ambiti che attualmente ricevono un’attenzione insufficiente.





