05/05/2026, 10.29
FILIPPINE
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Premio Labayen al card. Quevedo: 'uomo di pace' per una 'Chiesa dei poveri'

di Santosh Digal

La Fondazione Metro Infanta ha assegnato il riconoscimento 2026 all'arcivescovo emerito di Cotabato. Primo cardinale di Mindanao, è conosciuto per promuovere il dialogo tra cristiani, musulmani e lumad. Leader che incarna la visione di una Chiesa umile, attenta ai diritti umani e vicina alle comunità emarginate sulle orme di mons. Julio Xavier Labayen che nasceva proprio cent'anni fa.

Manila (AsiaNews) - La Fondazione Metro Infanta - che promuove unità e solidarietà attraverso l’istruzione nelle Filippine - ha scelto il cardinale Orlando Beltran Quevedo, 87 anni, arcivescovo emerito di Cotabato, come vincitore del Premio 2026 in memoria del vescovo Julio Xavier Labayen (1926-2016).

L’annuncio condiviso il 3 maggio viene dato nel centesimo anniversario della nascita del vescovo Julio X. Labayen, e a pochi giorni dal decimo anniversario della sua scomparsa. Il vescovo Labayen nacque nel 1926 da una famiglia di proprietari terrieri a Talisay, provincia di Negros Occidental, e morì il 27 aprile 2016.

Il premio rende omaggio a leader la cui vita riflette la visione profetica del vescovo Labayen della Chiesa dei poveri: una Chiesa umile, servizievole, partecipativa, coraggiosa e profondamente impegnata per giustizia, pace, dignità umana, radicata nel Vangelo.

Il cardinale Quevedo ha segnato una tappa storica nel 2014 diventando il primo cardinale proveniente da Mindanao, sud delle Filippine. Nel corso della sua vita ha lavorato instancabilmente per favorire la convivenza fra i tre principali gruppi etnici dell’area insulare: cristiani, musulmani e Lumad. Dai suoi inizi come vescovo di Kidapawan, fino alla co-fondazione della Conferenza Vescovi-Ulama nel 1996, si è impegnato a costruire relazioni basate su dialogo, rispetto reciproco e solidarietà, contribuendo a rafforzare i legami tra le diverse comunità religiose di Mindanao.

La vita e il ministero di Quevedo riflettono da tempo la stessa visione di Labayen. Come pastore di Mindanao, voce rispettata per la pace, ha aiutato la Chiesa a stare vicina alle comunità ferite da conflitti, povertà, sfollamenti e divisioni. Ha dimostrato che la pace non è semplicemente l’assenza di violenza: si costruisce attraverso dialogo, giustizia, riconciliazione, rispetto della dignità umana e accompagnamento paziente delle comunità di confessioni diverse. Per decenni, Quevedo, anche conosciuto come “uomo di pace”, ha promosso l’armonia, lavorando per le persone povere di Mindanao, la seconda isola più grande dell’arcipelago filippino.

“Nel rendere omaggio al cardinale Quevedo, rendiamo omaggio anche alla eredità che il vescovo Labayen continua a lasciarci”, ha affermato la Fondazione Metro Infanta in un messaggio. “Entrambi questi pastori ci ricordano che la Chiesa non deve rimanere distante dalle sofferenze del popolo. La Chiesa deve camminare con loro, ascoltarli, difendere la loro dignità e aiutare a costruire comunità di speranza”. Ancora: “In questo centenario della nascita del vescovo Labayen, possa questo premio rinnovare il nostro impegno verso l’amministrazione responsabile, la pace”. 

Il Premio in memoria del vescovo Julio X. Labayen venne istituito nel 2021 dalla Fondazione Metro Infanta per omaggiare leader che incarnano l’eredità del vescovo Labayen, primo vescovo filippino carmelitano. Riconoscendo il servizio ai poveri, il coraggio profetico e la responsabilità sociale, celebrando una “Chiesa dei poveri”.

Il vescovo Labayen assistette alle difficoltà dei lavoratori nelle piantagioni di zucchero durante la sua giovinezza. In seguito, come sacerdote e vescovo, fu stimolato dalla dottrina sociale della Chiesa, in particolare dall’amore preferenziale per le persone povere. Visse lo spirito della povertà evangelica, come vescovo dei poveri e buon pastore, in vera solidarietà con il suo gregge. 

L’impegno profuso per tutta la vita dal prelato come artefice della “Chiesa dei poveri” si concretizzò in particolare attenzione e amore speciale verso le comunità povere, per le vittime di ingiustizia e per coloro la cui dignità e i cui diritti vengono calpestati. Si batté per i diritti umani, sostenendo le organizzazioni popolari, in particolare dei contadini e delle popolazioni indigene. 

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