13/12/2021, 12.27
INDIA
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Prete assalito con un machete mentre il Karnataka discute la legge anti-conversioni

di Nirmala Carvalho

Il parroco di Belagavi è riuscito a fuggire, ma le telecamere a circuito chiuso provano l'assalto. Negli ultimi 12 mesi in questo Stato indiano sono stati ben 38 gli episodi di violenza contro i cristiani documentati. In Madhya Pradesh una coppia cristiana è stata fermata dalla polizia perché accusata di "adescare" per conversioni donne tribali.

Mumbai (AsiaNews) - Un assalto a un sacerdote cattolico con un machete nel distretto di Belagavi e tre predicatori evangelici minacciati bruciando i loro libri religiosi a Kolar. Sono gli ultimi episodi avvenuti nella catena di attacchi contro i cristiani nello Stato indiano del Karnataka, che proprio oggi si appresta ad inizare la discussione della contestata legge anti-conversioni.

L’attacco a Belagavi ha preso di mira p. Francis D’Souza, parroco della chiesa di San Giuseppe Lavoratore. Sabato pomeriggio un uomo non identificato si è introdotto nel complesso della parrocchia brandendo un machete contro p. D’Souza. Fortunatamente il sacerdote è riuscito a sfuggire all’attacco e a quel punto anche l’aggressore ha fatto perdere le proprie tracce. Le immagini dell’assalto sono state comunque registrate dalle telecamere di sicurezza della chiesa. P. D’Souza ha potuto così denunciare l’accaduto alla polizia.

Ieri, poi, nel distretto di Kolar gruppi di attivisti della destra nazionalista hanno bloccato tre cristiani pentecostali, accusandoli di essere intenti a promuovere conversioni. Il gruppo ha requisito e bruciato i libri religiosi che i tre cristiani portavano con sé. La polizia non ha preso alcun provvedimento, sostenendo che la comunità cristiana era stata ammonita. E i nazionalisti indù ritengono di “non aver commesso nessuna violenza”, ma di aver solo reagito di fronte “a chi distribuiva libri cristiani nel nostro quartiere”.

“Negli ultimi 12 mesi in Karnataka abbiamo documentato ben 38 attacchi contro i cristiani”, commenta ad AsiaNews Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic). “Gli esponenti della destra nazionalista creano queste situazioni, negando la libertà religiosa alla minuscola comunità cristiana”. Contro la legge anti-conversioni che il governo locale vuole far approvare in questo Stato indiano nei giorni scorsi i cristiani sono scesi in piazza in una manifestazione guidata dall’arcivescovo cattolico di Bangalore, mons. Peter Machado.

Oltre che in Karnataka un altro episodio di intolleranza contro i cristiani è avvenuto nei giorni scorsi nel Madhya Pradesh: nel distretto di Barwani la polizia ha arrestato una coppia con l’accusa di aver cercato di “adescare” alcune donne tribali con l’obiettivo di convertirle al cristianesimo. Gli accusati sono Anar Singh Jamre, 35 anni, e sua moglie Laxmi Jamre, di 32 anni, residenti nel villaggio di Nawalpura: sono stati fermati sulla base della legge anti-conversioni che in Madhya Pradesh è stata ullteriormente rafforzata qualche mese fa. L’azione è stata intrapresa sulla base di una semplice denuncia presentata da un abitante di un villaggio. I due sono stati poi rilasciati su cauzione.

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