24/05/2021, 12.21
INDIA
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Covid-19, infermiera cattolica accusata di convertire i propri pazienti

di Nirmala Carvalho

Nel Madhya Pradesh i fondamentalisti indù diffondono un video in cui si sostiene che un'operatrice sanitaria inviti a pregare Gesù per salvarsi dalla pandemia. Presidente del Global Council of Indian Christians: "Accuse false costruite ad arte contro una persona che mette a rischio la sua vita per quella degli altri".

Mumbai (AsiaNews). Anche contro chi assiste i malati di Covid-19 nell'India in ginocchio per la pandemia, i fondamentalisti indù non esitano a utilizzare l'arma delle leggi anti-conversione. Nel distretto di Ratlam (Madhya Pradesh) un'operatrice sanitaria si trova ad affrontare un'indagine della polizia in seguito a un video che presume di mostrarla mentre passa di casa in casa chiedendo di pregare Gesù Cristo per ottenere la protezione dal Covid-19. A diffondere questo video è stato il deputato del Bjp Rameshwar Sharma, sostenendo che sia la prova di una campagna per le conversioni. Il Madhya Pradesh è uno degli Stati governati dal Bjp, formazione nazionalista indù.

Nel video si sente la persona che sta registrando il video discutere con lei dicendo: “Perché chiedi alla gente di pregare Gesù Cristo? Chi ti ha mandato qui? Da quale ospedali vieni? Perché dici alla gente che guarirà pregando Gesù Cristo”. Anche il sovrintendente locale del distretto di Ratlam, B.S. Thakur, dice di aver ricevuto reclami per il comportamento dell'operatrice che avrebbe parlato del cristianesimo mentre era impegnata nella campagna sanitaria pubblica “Kill Coronavirus”. Thakur sostiene che la donna avesse con sé anche opuscoli religiosi. Condotta alla stazione di polizia, l'infermiera è stata interrogata per più di un'ora e l'indagine prosegue, mentre il responsabile del locale servizio sanitario ha dichiarato di avere già presentato rapporto ai superiori, chiedendo la sospensione del suo contratto.

Il luogo e la modalità delle denunce sollevano forti dubbi sulla vicenda. Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), parla di accuse “false e costruite ad arte”. “L'infermiera - spiega ad AsiaNews – stava semplicemente facendo il suo lavoro, girando di casa in casa a Bajna, una zona del distretto di Ratlam dove i tribali sono la maggioranza. Proprio lì c'è stato un picco dei contagi per la pandemia e un alto numero di morti. Le forze fanatiche della destra utilizzano il Madhya Pradesh Freedom of Religion Act (la legge anti-conversioni ndr) approvato porprio quest'anno per rivolgerle contro accuse false e terrorizzare la comunità cristiana. Invece questa giovane donna, a suo rischio e pericolo, sta andando casa per casa a offrire assistenza sanitaria, nell'ambito di un'iniziativa promossa dal governo per fermare il contagio”.

“In un tempo in cui il Paese dovrebbe essere unito nella lotta al coronavirus - continua George - il virus dell'odio confessionale rialza la sua testa orribile e la legge anti-conversioni diventa un'arma utilizzata contro la fragile comunità cristiana su basi inconsistenti. Il Covid-19 dev'esssere fermato proprio con l'adeguato trattamento medico che questa infermiera generosa stava fornendo. Ma sfortunatamente anche l'odio confessionale ormai è diventato un fenomeno virale in India”.

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