Punjab: cristiani contro governo per esproprio edificio
La scorsa settimana le autorità hanno sfrattato il personale di sicurezza e residente della Forman Christian College University. Concesse “24 ore” di tempo per rimuovere tutti i beni immobili e oggetti storici. L’amministrazione sta cercando una soluzione legale per mantenere il controllo della struttura. Attivista cristiana: “Il governo ha ferito i sentimenti della comunità”.
Lahore (AsiaNews) - Fra i cristiani pakistani monta un sentimento di sdegno e ira in seguito alla decisione del governo provinciale del Punjab di requisire a forza la storica Ewing Hall di Forman situata ad Anarkali, nei pressi di Neela Gumbat e della Città Vecchia. La scorsa settimana le autorità hanno sfrattato il personale di sicurezza e residente della Forman Christian College University (Fccu), annunciando - sinora a parole - che la Fccu avrebbe avuto “24 ore di tempo” per rimuovere tutti i beni mobili. Fra questi sono compresi generatori, mobili e arredamenti, reperti storici (tra cui vi sarebbero anche quadri) e altri oggetti; in caso di mancata osservanza dell’ingiunzione, la proprietà di beni e oggetti sarà trasferita al governo.
Mentre l’amministrazione cristiana dell’ateneo sta cercando una via legale per mantenere il controllo della struttura, da più parti emergono critiche per una decisione considerata tanto assurda quanto incomprensibile. Ad inizio anno, infatti, la Fccu aveva ricevuto una perizia tecnica - commissionata e pagata dagli stessi responsabili dell’università - dalla quale emergeva che l’edificio è strutturalmente solido.
In precedenza la Fccu aveva precedentemente sgomberato l’Ewing Hall, adibito a ostello, proprio per le preoccupazioni sulla tenuta della struttura stessa, in un eccesso di cautela e di sicurezza a tutela degli studenti. Una decisione che, letta alla luce del provvedimento dei giorni scorsi, sembra penalizzare ulteriormente i cristiani. In seguito alla perizia, oltretutto, i vertici avevano deciso di avviare lavori di ristrutturazione per eliminare le criticità e poterlo utilizzare come ostello.
Il 13 giugno scorso Jonathan Addleton, rettore del Forman Christian College (un’università riconosciuta), parlando ai media locali davanti al Forman College, ha dichiarato: “Nelle ultime 48 ore abbiamo osservato con crescente preoccupazione l’occupazione forzata della storica Ewing Hall del Forman” nel centro storico di Lahore. ”Da tempo parte integrante del campus del Forman, il contratto di locazione iniziale - prosegue - era stato firmato nel 1915 e successivamente rinnovato più volte, l’ultima delle quali per estenderlo fino agli anni ’40 del 2040. In tale contesto, mercoledì pomeriggio [10 giugno, ndr] ci è stato comunicato telefonicamente che l’edificio sarebbe stato occupato il giorno successivo; giovedì ci è stato inoltre comunicato che avevamo ‘24 ore’ per rimuovere tutti i beni mobili, inclusi generatori, arredi e reperti storici, un compito impossibile”.
“In questo momento - sottolinea Addleton - continuano a circolare voci, e una di queste suggerisce che l’edificio potrebbe essere demolito in tutta fretta, nonostante la nostra offerta di collaborare e impegnarci per la conservazione di Ewing Hall e del patrimonio culturale che rappresenta. In ogni caso, il dibattito deve coinvolgere i vari soggetti interessati, comprese le comunità minoritarie del Pakistan per le quali Forman riveste un significato così importante. Dati i suoi legami storici con Forman, gli ultimi due giorni sono stati caratterizzati da un profondo dolore e da non poche lacrime. Guardando al futuro, esortiamo i membri della società civile - conclude il rettore - a esprimere la loro preoccupazione, mentre chiediamo al governo di riconsiderare le sue azioni e di restituire l’Ewing Hall a Forman”.
Interpellato da AsiaNews Kashif Aslam, noto attivista cristiano per i diritti umani, ha dichiarato che l’esproprio e lo sgombero “destano profonda preoccupazione. Qualsiasi intervento - aggiunge - che coinvolga un’istituzione educativa storica deve essere condotto attraverso procedure legali trasparenti, nel rispetto delle garanzie procedurali e previa consultazione significativa. L’ultimatum di 24 ore per rimuovere effetti personali e materiali storici solleva seri interrogativi in merito all’equità, autonomia istituzionale e tutela del patrimonio culturale. Esortiamo il governo provinciale a chiarire la base giuridica di questa azione e a garantire che qualsiasi controversia venga risolta in modo legittimo, trasparente e in modo da salvaguardare il patrimonio educativo e delle minoranze del Pakistan”.
Naumana Suleman, presidente fondatrice del Minority Women Forum, aggiunge: “Questa comunità cristiana vanta una lunga storia. Nel corso degli anni, molte istituzioni appartenenti alla comunità cristiana sono state nazionalizzate e i luoghi di culto e gli insediamenti cristiani hanno subito distruzioni per mano di folle inferocite. Se l’intenzione del governo - spiega l’attivista ad AsiaNews - è sinceramente quella di restituire la proprietà, il suo approccio non è adeguato. Avrebbe dovuto prima coinvolgere l’amministrazione del college e conquistarne la fiducia. Invece, le autorità hanno emesso un ultimatum esigendo che i locali fossero sgomberati immediatamente. Agendo in questo modo, il governo ha ferito i sentimenti della comunità cristiana. La Fccu è un college con oltre 100 anni di storia e la mossa del governo di appropriarsi di una delle sue sale storiche è un atto vergognoso. La comunità cristiana è già emarginata e ha subito numerose ingiustizie nel Paese. Gestendo la questione in questo modo, il governo sta infliggendo l’ennesima ferita a una comunità che da tempo subisce discriminazioni e difficoltà. Ciò è profondamente deplorevole e merita una condanna inequivocabile”.
21/01/2012





