10/02/2005, 00.00
COREA DEL NORD - USA
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Pyongyang ammette: "armi nucleari per autodifesa"

La Nord Corea riconosce la produzione di armamenti nucleari e sospende a tempo indeterminato i colloqui a sei, causa "ostilità" Usa.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) - La Corea del Nord ha annunciato, per la prima volta, di possedere per armi nucleari come "autodifesa" dalla politica "ostile" degli Usa e di voler sospendere a tempo indeterminato la sua partecipazione ai colloqui a sei. In un comunicato ufficiale riferito dall'agenzia sudcoreana Korean Central News Agency, il ministro degli Esteri nordcoreano ha detto: "Siamo obbligati a sospendere a tempo indeterminato la partecipazione ai colloqui a sei sul nucleare a causa della grave situazione politica creata dall'atteggiamento ostile di Washington verso la DPRK" (Repubblica Popolare Democratica di Corea, ndr).

Il ministro ha dichiarato che il paese ha prodotto armi nucleari per "autodifendersi" dalla ostilità degli Usa. Egli ha aggiunto che la Nord Corea boicotterà l'incontro finché non riterrà che ci sia "un fondato motivo per parteciparvi e condizioni ed atmosfera tali da far presupporre che i colloqui possano portare a risultati positivi".

Il tema dei colloqui a sei è lo smantellamento degli stabilimenti nucleari nella Corea del nord, voluto con forza dagli Stati Uniti; le parti interessate, oltre alle due Coree sono Giappone, Russia, Usa e Cina, promotrice e mediatore degli incontri. Dal 2003 si sono svolti tre incontri; l'ultimo round dal 23 al 26 giugno scorso a Pechino si era concluso con l'impegno "a risolvere appena possibile la crisi" e l'accordo per un nuovo incontro entro settembre, annullato da Pyongyang sempre adducendo come causa la politica di Washington.

"Non c'è motivo per noi – ha continuato il ministro – di partecipare ai colloqui dato che l'amministrazione (del presidente americano George W.) Bush ha definito la DPRK, sua interlocutrice, come 'avamposto di tirannia' ", dimostrando la sua ostilità.

Pyongyang ha accusato gli Stati Uniti di voler "deviare l'opinione pubblica internazionale" nascondendo dietro l'impegno per "una soluzione pacifica e diplomatica della questione nucleare, l'intenzione di operare un cambio di regime all'interno del paese". Di fronte all'evidente tentativo degli americani di rovesciare il sistema politico della Corea del nord "ad ogni costo", questa è costretta a prendere provvedimenti "per rafforzare il proprio arsenale di armi nucleari in modo tale da proteggere ideologia, sistema, libertà e democrazia scelti dal proprio popolo".

Nel suo discorso alla nazione del 2002 Bush aveva posto la Corea del nord nel triangolo dell' "asse del male" assieme a Iraq e Iran. Nel discorso di quest'anno il presidente americano ha evitato in modo accurato ogni espressione "ostile" verso Pyongyan. Egli si è limitato a dire: "Stiamo lavorando strettamente con i governi dell'Asia per convincere la Corea del Nord ad abbandonare le sue ambizioni nucleari".

La questione nucleare è scoppiata nel 2002 quando Washington ha accusato Pyongyang di sviluppare armamenti nucleari, violando l'accordo bilaterale del 1994.

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