16/12/2009, 00.00
INDIA
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Quanto è cristiana Sonia Gandhi?

di CT Nilesh
Gli estremisti indù l’accusano di essere “spia del Vaticano”, ma la leader dei partiti al governo (Upa), è molto schiva e riservata sulla sua fede. Ma a differenza di altre vedove del terrorismo, lei ha rifiutato la vendetta contro gli uccisori del marito Rajiv Gandhi. Lo stesso esempio di Gladys Staines, che ha perdonato l’estremista Dara Singh, che arse vivo il marito missionario e i suoi due figli.

Mumbai (AsiaNews) - Chiedersi quanto una determinata persona sia cristiana, è senza dubbio una domanda provocatoria ed impertinente. Anzitutto perché nessuno ha il diritto di giudicare un’altra persona, e secondo perché ci sono difficilmente dei criteri per misurare la religiosità di una persona.

Nonostante ciò vi sono fatti presenti e passati che ci danno possibilità di sbirciare in questa domanda.

Nata e cresciuta in Italia, un Paese cattolico, Sonia Maino ha incontrato il suo futuro marito in Inghilterra: Rajiv Gandhi, studente e il figlio maggiore di Indira Gandhi, allora Primo ministro dell’India.

Fino a che lei è stata soltanto una delle nuore del Primo ministro, nessuno si è preoccupato di sottolineare le sue origini ed i suoi legami religiosi. Ma quando Rajiv Gandhi - dopo l’assassino della madre nel 1984 – è divenuto Primo ministro, allora la Sangh Parivar [l’associazione di tutti i gruppi estremisti indù] ha cominciato a preoccuparsi circa le connessioni religiose di Sonia e la sua influenza negli affari indiani. L’hanno chiamata “spia del Vaticano” e hanno visto in lei l’inizio della conversione di tutta l’India. Questa aggressività ha provocato in Sonia una particolare sensibilità per le sue origini italiane e cattoliche così che mai si è mostrata nel partecipare a funzioni religiose cristiane o fare affermazioni religiose. Anche ai funerali di Stato per Madre Teresa, quando la comunione è stata distribuita a tutti i cattolici, lei si è astenuta.

Tutto al contrario, LK Advani, leader del Bharatiya Janata Party (Bjp), che liberamente professa la sua stima in Gesù Cristo. Invitato lo scorso novembre per la celebrazione del Giubileo d’Oro dell’arcidiocesi di Delhi, ha proclamato: “Io riverisco Gesù Cristo per il suo messaggio di pace e fratellanza universale. Io apprezzo profondamente il contributo dei nostri fratelli cristiani”

La situazione di Sonia è divenuta più difficile dopo l’assassino di suo marito ad opera dei terroristi tamil nel 1991. Subito dopo quella tragedia lei si è rifiutata di entrare in politica ed ha lasciato il governo nelle mani di Narasihma Rao, un leader del Congress. Dopo di che, il governo è stato preso dall’opposizione, cioè dal Bjp. Alla fine Sonia ha accettato la presidenza del partito del Congress e si è dimostrata capace di riportarlo al governo dell’India nel 2004.

Rajiv e Sonia hanno avuto due figli: Rahul, che dovrebbe essere l’erede naturale della dinastia politica, ma non è ancora sposato; ed una figlia Priyanka, che ha sposato un cristiano protestante ed hanno già due figli.

L’ avvenimento recente che ci può dare una idea è l’incontro che Sonia ha avuto in occasione dell’anniversario dell’attacco terroristico di Mumbai. Tre giorni prima dell’anniversario. Kavita Karkare e Smita Salaskar, mogli dei due poliziotti, Hemant Karkare capo della squadra antiterrorismo e Vijay Salaskar specialista di scontri a fuoco, ambedue uccisi dai terroristi, hanno incontrato Sonia Gandhi a casa sua, quale presidente dell’United Progressive Alliance (UPA), il gruppo di partiti attualmente al governo.

Dopo l’incontro le due vedove hanno riaffermato di fronte ai media che Ajmal Kasab, l’unico terrorista sopravvissuto e catturato, deve essere impiccato.

“E’ difficile non vedere il paradosso di questo incontro, ha scritto Monobina Gupta. C’erano tre vedove - le due mogli dei poliziotti e la stessa Sonia Gandhi – ognuna vittima di violenza incontrollata scatenata da vendetta. Ognuna ha sofferto tragicamente. Karkare e Salaskar hanno detto che la conversazione è stata molto personale e che loro hanno assicurato Sonia che ‘le famiglie delle vittime e quelle dei martiri vogliono Kasab impiccato.’

Pochi possono dimenticare come Sonia Gandhi, dopo aver perso il suo marito assassinato freddamente da terroristi suicidi, ha concesso la clemenza ad una di loro, Nalini.

Sonia ha fatto in modo che la sentenza di morte fosse cambiata in carcere a vita. Come Kasab, Nalini era l’unica superstite della squadra di cinque cospiratori responsabili dell’assassino di Rajiv Gandhi. La compassione per la figlia di cinque anni di Nalini ha vinto sopra il desiderio di Sonia di una giustizia retributiva.

Priyanka Gandhi era una bambina quando suo padre è stato assassinato. Diciassette anni dopo, seguendo l’esempio della mamma, è andata a trovare Nalini in prigione “per venire a termini con la violenza ossessionante l’intera famiglia”. In seguito disse: “ Non credo nella vendetta, nell’odio e nella violenza  e mi rifiuto di lasciare che s’impossessino della mia vita”.

Un altro magnifico esempio di perdono cristiano è stato quello di Gladys Staines che ha perdonato Dara Singh, l’uomo che bruciò vivo suo marito, il missionario Graham Staines coi suoi due figli bambini mentre dormivano nella jeep.

“E’ stata la sua fede religiosa o il suo essere donna che l’ha resa così coraggiosa?” si chiede  Monobina Gupta. La risposta è stata data dalla stessa Gladys in molte occasioni, in cui ha detto che i cristiani si possono riconoscere quando, come Gesù sulla croce, perdonano i loro carnefici.

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