23/03/2006, 00.00
Thailandia
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Quaresima in Thailandia: preghiera, impegno sociale ed armonia interreligiosa

di Weena Kowitwanij

Nel vivere il periodo quaresimale, i 300 mila cattolici thailandesi "seguono le indicazioni della Chiesa ma cercano anche, ognuno in una maniera diversa, di aiutare Gesù a portare la sua Croce".

Bangkok (Asianews) – I membri della comunità cattolica thailandese vivono in modi diversi il periodo quaresimale, ma è comune a tutti "la preghiera per la pace e la voglia di aiutare Cristo a portare la sua Croce".

Mons. Michael Bunluen Mansap, presidente della Commissione cattolica per lo sviluppo umano, ha inviato un messaggio quaresimale a tutti i fedeli dove ha sottolineato che in questo periodo, così importante per tutta la Chiesa, "è fondamentale la cooperazione fra tutti noi, in varie forme, per fare fronte all'avanzata del materialismo. La gente soffre per la fame, la violenza e la distruzione causata dalla guerra e dalla povertà: questa Quaresima deve essere mirata a sconfiggere questi problemi".

Le statistiche nazionali mostrano che dei 64 milioni di thailandesi, 6,2 milioni vivono sotto la soglia della povertà (meno di 22 dollari al mese) e sono più di 1.600 i bambini abbandonati che vivono per le strade della capitale.

"La Chiesa thailandese – dice il presule - cerca di promuovere, aiutare, assistere e proteggere i diritti e la dignità degli esseri umani, con un occhio speciale per le donne, i bambini e gli infermi. Siamo moralmente obbligati a seguire i passi di Gesù: dobbiamo impegnarci in progetti sociali di ogni tipo e fare del nostro meglio".

Fra i membri della comunità, la Quaresima viene vissuta in maniera diversa. Per padre Somyos Thepsamut, cappuccino, "ogni anno lo sforzo che cerco di fare è diverso: digiuno, preghiera, adorazione eucaristica o evangelizzazione". Anna Poonpokpol, 74 anni, dice: "Io seguo una Via Crucis ogni settimana, vado a messa tutti i giorni e visito i malati: credo sia il modo migliore in cui posso aiutare Gesù a portare la sua Croce".

Peter Likitroengsil, membro del consiglio della chiesa di Santa Croce, dice: "In un'ottica pragmatica, risparmio denaro per darlo ai poveri, una delle indicazioni che la Chiesa ha stabilito per questo periodo. Inoltre, non mangio carne il mercoledì ed il venerdì per cercare di espiare i miei peccati".

Thanapon Ngarmpratuengsopa, 18 anni, fa parte della comunità della cattedrale dell'Assunzione. "Ogni membro della mia famiglia – dice - digiuna durante questo periodo. Io cerco di sprecare meno tempo in attività inutili ed aiuto di più i miei genitori, oltre a seguire tutta la liturgia settimanale".

Uno degli impegni della comunità, che conta in tutto il Paese circa 300 mila membri, è quello di "promuovere l'armonia interreligiosa e l'unione dei cristiani". Sasithorn Sukkaseam, segretaria della Commissione cattolica per i giovani, spiega che con i suoi ragazzi ha organizzato una preghiera di Taizè alla scuola Mater Dei. "Abbiamo invitato luterani ed ortodossi a pregare con noi: lo scopo della preghiera era quello di poter dare nel corso dell'anno il massimo per l'unità dei cristiani e per la pace in Thailandia".

"Hanno partecipato anche dei ragazzi buddisti – aggiunge – e di questo sono felice in maniera particolare: dopo averci conosciuti, ora chiamano spesso la Commissione e chiedono se vi sono attività a cui possono partecipare".

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