25/08/2007, 00.00
INDONESIA
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Religioni unite per aiutare le vittime della colata di fango a Porong

di Mathias Hariyadi
A Porong circa 50 leader interreligiosi si sono incontrati in sostegno degli sfollati, ancora in attesa di risarcimenti dalla ditta responsabile del disastro ecologico. E denunciano “l’immoralità” di autorità e della Lapindo Brantas.
Jakarta (AsiaNews) – Leader di varie religioni si sono uniti per esprimere la loro solidarietà alle vittime della colata di fango bollente che l’anno scorso ha sommerso la zona di Porong, nella provincia di Java est, e ancora in attesa dei risarcimenti. Il 23 agosto i rappresentanti del Forum interreligioso provinciale hanno organizzato momenti di preghiera ed una conferenza presso il campo rifugiati Pasar Baru di Porong. Scopo: incoraggiare la popolazione a portare avanti con coraggio la loro battaglia per ottenere giustizia.“È nostro dovere sostenere queste persone” dice ad AsiaNews p. Luluk Widyawan, parroco di Porong.
 
Da fine maggio a novembre 2006, fango bollente è fuoriuscito da una faglia creatasi nel pozzo di perforazione della compagnia Lapindo Brantas Inc, impegnata nell’esplorazione di giacimenti di gas naturale. Il fango ha inondato 8 villaggi - dichiarati inabitabili da Jakarta - e ricoperto almeno 1810 case e 20 fattorie, campi di riso, 18 scuole e 12 moschee e costretto all'evacuazione più di 12 mila persone. Si presume che la ditta non abbia rispettato tutti gli standard di scurezza; i dirigenti si difendono imputando al forte terremoto del 27 maggio 2006 a Yogyakarta, la breccia sotterranea che ha permesso la fuoriuscita.
 
P. Widyawan racconta che l’incontro del 23 agosto ha visto la partecipazione di molti membri di Ong locali e centinaia di persone colpite dal diastro ecologico. L’iniziativa rientra nella campagna All People’s Lapindo Brantas Victims Movement to fight for justice, che coinvolge numerosi rappresentanti di varie religioni al fine di “riaccendere” i valori morali tra le autorità. Il parroco spiega che “la questione è proprio di moralità: la Lapindo Brantas e le vittime si erano accordate per dei risarcimenti in denaro; in seguito però, con l’intervento del governo, la ditta è riuscita a tramutare i risarcimenti in acquisto delle proprietà danneggiate. In questo modo le vittime sono costrette a vendere le loro proprietà alla Lapindo Brantas, spesso a prezzi irrisori”.
 
I 50 leader religiosi presenti all’incontro chiedono ora alle autorità che “ogni intervento del governo sulla vicenda abbia come priorità il bene e gli interessi di queste persone”.
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