13/10/2009, 00.00
IRAN
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Rinviato a giudizio il riformista Karroubi

Verrà processato per le accuse di violenza sessuale su persone incarcerate per le proteste seguite alla rielezione di Ahmadinejad rivolte ad alcuni carcerieri. La notizia del rinvio giunge dopo quella della condanna a morte di tre persone che hanno preso parte alle manifestazioni che hanno contestato i brogli al voto presidenziale.
Teheran (AsiaNews/Agenzie) – Il tribunale di Teheran ha rinviato a giudizio Mehdi Karroubi, uno dei due candidati riformisti sconfitti alle contestate elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno scorso.
 
Karroubi, che con Mir Moussavi ha guidato il fronte dei “riformisti” alle elezioni, verrà processato per la denuncia, lanciata ad agosto, degli stupri fatti da guardie carcerarie contro uomini e donne, protagonisti delle proteste contro i brogli elettorali. Il suo passo, indirizzato alla Guida suprema Ali Khamenei, aveva immediatamente provocato reazioni. L’agenzia ufficiale IRNA aveva dato notizia della richiesta avanzata da Yadollah Jvanai, un alto ufficiale delle Guardia rivoluzionaria, di processare Mousavi, Khatami e Karroubi, ossia quasi l’intera leadership dei “riformisti”, rei di aver organizzato una “rivoluzione di velluto” per abbattere il regime, mentre un quotidiano, Kayhan, aveva riferito le parole di un religioso, Ahmad Khatami, che chiedeva la punizione “islamica” di 80 frustate per Karoubi, in quanto non era in grado di provare le accuse di violenze sessuali lanciate contro i carcerieri di Evin e di Kahrizak, quest’ultimo chiuso per ordine di Khamenei.
 
Oggi, l’IRNA, citando il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi, ha fatto sapere che “un fascicolo è stato aperto su Karroubi alla speciale Corte per il clero”, in quanto Karroubi è un mullah. Successivamente la tv satellitare al Jazeera ha diffuso la notizia del rinvio a giudizio.
 
L’accusa contro Karroubi conferma la decisione del regime iraniano di procedere con la repressione più dura, anche per intimidire il movimenti di opposizione. Nei giorni scorsi era stata data notizia della condanna a morte di tre persone per il loro ruolo “negli incidenti seguiti alle elezioni”, secondo quanto dichiarato alla ISNA dal ministro per la giustizia Zahed Bashiri Rad.
 
 
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