19/06/2026, 13.54
CAMBOGIA
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Rong Chhun evita il carcere a Phnom Penh ma non potrà candidarsi

Il verdetto della Corte suprema a carico del dissidente e oppositore cambogiano. I giudici hanno ridotto a tre anni (e sospeso) la pena detentiva, ma non potrà presentarsi alle elezioni e ricoprire cariche. L’accusa ai governanti di cercare di escluderlo dalle consultazioni locali nel 2027 e dalla tornata elettorale generale del 2028.

Phnom Penh (AsiaNews) - Il tribunale cambogiano più alto in grado ha confermato oggi il bando dalla vita politica attiva a carico di Rong Chhun, politico dell’opposizione e fra le (rare) voci critiche alla leadership di Phnom Penh, pur sospendendo al tempo stesso la condanna al carcere. È quanto riferisce il suo avvocato, precisando che il totale della pena è stata ridotto a tre anni e la sua applicazione congelata, ma egli non potrà candidarsi alle elezioni e ricoprire cariche istituzionali o di governo per i prossimi cinque anni. 

Rong Chhun, autorevole consigliere del Nation Power Party e fra i pochi dissidenti rimasti nel Paese a opporsi al pieno controllo del Partito popolare cambogiano (Ppc) al governo guidato da Hun Manet, era stato condannato il 5 maggio scorso a quattro anni di carcere per “istigazione”. La sua “colpa” è di avere incontrato gli abitanti di alcuni villaggi coinvolti - in negativo - nei faraonici progetti di sviluppo, tra cui il nuovo aeroporto internazionale della capitale Phnom Penh. Il suo Npp è l’unico gruppo politico di una certa consistenza e capacità di attrazione rimasto a contrastare il potere del Ppc e, per questo, i suoi esponenti sono colpiti da azioni giudiziarie e intimidazioni.

Incriminato per un capo di accusa usato spesso dalle autorità cambogiane contro gli attivisti, egli si è visto imporre anche il divieto di votare, candidarsi e mantenere o ricoprire incarichi per i prossimi cinque anni. Rong Chhun ha presentato ricorso il 15 giugno e la Corte Suprema ha sospeso oggi la sua condanna a tre anni di carcere, ma ha confermato il divieto di voto e di concorrere per la guida del movimento politico di opposizione come afferma il legale Em Chantha incontrando i giornalisti.

La vicenda in tribunale ha avuto inizio nel 2024, dopo l’attivista e politico aveva incontrato le vittime di controversie sulla terra e aver commentato la visita del primo ministro Hun Manet nella zona di confine con il Vietnam. “È una sentenza ingiusta” ha subito commentato Rong Chhun ai giornalisti fuori dal tribunale. Egli ha quindi accusato i governanti della Cambogia di cercare di tenerlo fuori dalle consultazioni locali nel 2027 e dalla tornata elettorale generale del 2028.

“Proprio oggi che so di essere influente, i governanti non osano concedermi la libertà di competere nelle prossime elezioni nel 2027 e nel 2028” ha proseguito l’esponente dell’opposizione, che annuncia nuove consultazioni col gruppi di avvocati. Fra le alternative possibili, avverte, vi è anche quella di chiedere un perdono reale. “Non abbiamo ancora perso la speranza” ha concluso. 

Circa 200 sostenitori si sono radunati nei pressi delle barricate erette dalla polizia nella zona antistante il tribunale, intonando slogan e canti fra i quali  “lascia cadere le accuse contro Rong Chhun”. “È inaccettabile per i sostenitori. Vogliamo - ha dichiarato all’Afp un sostenitore identificato come Prum Chantha - che abbia libertà, spazio democratico di movimento e che ci si adoperi per una riconciliazione nazionale”.

In passato gruppi attivisti e pro diritti umani hanno a lungo accusato il governo della Cambogia di usare vicende legali e giuridiche come tattica per mettere a tacere le voci dell’opposizione e il legittimo dissenso politico interno. Il leader dell'opposizione Kem Sokha, che era stato condannato a 27 anni per tradimento, è stato graziato a maggio, ma i suoi diritti politici, tra cui incarichi amministrativi e di governo, oltre al libero esercizio di voto rimangono revocati.

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