13/10/2008, 00.00
ASIA
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Segnali misti dai mercati asiatici, mentre i governi salvano le banche

Hong Kong, Sydney, Singapore positivi; Shanghai, Taipei, Jakarta sono negativi. Tokyo è chiusa per vacanza. I governi dell’Euro, gli emirati e gli Stati Uniti al soccorso delle banche. Ma per il Fondo monetario internazionale rimane il rischio di un crollo mondiale.

Hong Kong (AsiaNews) – Diverse borse in Asia hanno ricominciato a salire dopo i tonfi della scorsa settimana e dopo che i governi d’Europa e altri hanno abbozzato un piano per stabilizzare il sistema finanziario.

Hong Kong, caduto di oltre il 7% lo scorso venerdì, è cresciuto circa del 3,24%. Anche Sydney era a più 4,71, dopo perdite di oltre l’8% la passata settimana. Seoul ha guadagnato il 2,8% e Singapore è cresciuto del 2%. Rimangono però in negativo Shanghai e Taiwan, che perdono più del 3%.

Il mercato più importante, quello di Tokyo, oggi è chiuso per vacanza. La scorsa settimana è sceso del 10%, la peggiore caduta dagli anni ’80. Anche Jakarta è negativa.

Alcuni analisti attribuiscono i segni positivi alla decisione dei leader della zona Euro di garantire misure per curare le loro istituzioni finanziarie. Con il piano varato ieri a Parigi i governi dovrebbero garantire i nuovi debiti delle banche fino alla fine del 2009, permettendo ai governi di aiutare le banche salvando le banche che rischiano bancarotta mediante ricapitalizzazione di emergenza.

Il governo degli Emirati arabi, si è impegnato ieri a garantire i depositi bancari e le banche dai rischi economici, proteggendo gli scambi interbancari per i prossimi 3 anni

Negli Usa si aspetta l’immissione di 700 miliardi di dollari, secondo un piano varato dal Tesoro Usa. In generale gli investitori sono cauti, preoccupati della situazione generale che potrebbe far scendere vero il basso tutta l’economia mondiale.

Il Fondo Monetario internazionale, pur elogiando i tentativi dei governi di salvaguardare la finanza bancaria e la stabilità dei mercati, rimane del parere che “il mondo è sull’orlo del collasso [economico]”.

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