03/08/2010, 00.00
SINGAPORE
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Singapore, giornalista inglese contro la pena di morte incarcerato per diffamazione

di Jeremy Lim
Alan Shaddrake è stato incarcerato il 18 luglio. In attesa del processo, è libero su una cauzione di 10mila dollari. L’accusa è di diffamazione del sistema giudiziario di Singapore. Vice-direttore per l’Asia di Hrw: “La libertà di espressione a Singapore è una specie in via di estinzione”.

Singapore (AsiaNews) – Alan Shadrake (nella foto), scrittore inglese di un libro sulla pena di morte a Singapore, è stato accusato di oltraggio al sistema giudiziario ed è in attesa che inizi il processo. Lo scrittore è accusato anche di diffamazione criminale.

 Il libro di Shadrake, “Once a Jolly Hangman: Singapore Justice in the Dock” (“Ero un boia allegro: la giustizia singaporegna sul banco degli imputati”), descrive casi passati riguardanti la pena di morte. Shadrake, giornalista freelance, ha incluso nel libro anche un’intervista a Darshan Singh, ex boia.

 Lo scrittore di 75 anni è stato arrestato il 18 luglio, due giorni dopo che l’Autorità per lo sviluppo dei media (Mda) ha scritto un rapporto sul suo libro. Il Procuratore generale della camera ha dichiarato che alcune frasi nel libro “violano l’imparzialità, l’integrità e l’indipendenza del sistema giudiziario di Singapore”.

 Il libro controverso è stato in vendita un solo giorno prima di essere ritirato dagli scaffali. La libreria Kinokuniya, che distribuiva il libro, ha dichiarato al The Straits Times di aver ritirato il testo dopo essere stata contattata dall’Mda.

 Il governo di Singapore ha dichiarato di aver arrestato Shadrake per le sue violazioni della legge e non per essersi opposto alla pena di morte. “La posizione del governo - ha detto Wong Kan Seng, Ministro degli interni - sulla pena di morte non è nuova. Chi non è d’accordo con la nostra posizione ha presentato i suoi argomenti e, in linea di principio, rispettiamo il loro diritto di avere visioni opposte, come speriamo che loro rispettino le nostre”.

 Il 20 luglio scorso Donna Guest, vice-direttore di Amensty Interntional per il sud-est asiatico, ha chiesto il rilascio di Shadrake: “Se Singapore aspira ad essere una città mediatica mondiale, deve rispettare il diritto umano della libertà di espressione”.

 Il 28 luglio scorso, anche Human Rights Watch (Hrw) ha criticato il governo: “La libertà di espressione - ha dichiarato Phil Robertson, vice-direttore per l’Asia - è una specie in via di estinzione a Singapore. È triste, ma era prevedibile che il governo non avrebbe esitato a minacciare, perseguitare e punire con la prigione uno scrittore che non condivide le sue opinioni”.

 Shadrake per adesso è uscito di prigione sotto una cauzione di 10mila dollari. La data del processo non è ancora stata fissata dal momento che il giornalista ha chiesto tempo per raccogliere degli affidavit. Se condannato, rischia la prigione o una multa o entrambi.

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