12/08/2010, 00.00
SINGAPORE
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Singapore peggio di Pechino: alle Olimpiadi giovanili niente messe per gli atleti

di Jeremy Lim
La Commissione organizzatrice fornirà ai partecipanti all’evento, che si apre il 14 agosto, un Centro multi-religioso per pregare. Ma per partecipare alle funzioni dovranno uscire dal Villaggio. I cattolici “pronti a dare il benvenuto a chiunque si presenti”.
Singapore (AsiaNews/CatholicNews) – La Chiesa cattolica ha preparato un caldo benvenuto per gli atleti cattolici pronti a competere ai primi Giochi olimpici della Gioventù – che si apriranno il prossimo 14 agosto – ma la Commissione organizzatrice dell’evento ha spiegato che all’interno del Villaggio olimpico non verranno celebrati servizi religiosi di alcuna fede.
 
I partecipanti potranno usare alcune stanze adibite alla preghiera, ma dovranno uscire dagli alloggi per andare a messa o ad altre funzioni religiose. Le varie confessioni si sono attivate per fornire ai giovani delle indicazioni precise per trovare i luoghi di culto più vicini al Villaggio: la chiesa cattolica indicata è quella di San Francesco d’Assisi a Boon Lay.
 
Il parroco della chiesa, p. John Lau, e l’assistente p. Gerard Weerakoon hanno incoraggiato i parrocchiani a dare il miglior benvenuto possibile agli atleti, che potranno richiedere di confessarsi: i due sono pronti anche a celebrare messe su richiesta. Francis Mane, parrocchiano locale, dice: “Come comunità di cattolici, dobbiamo dare il benvenuto a chiunque si presenti fra di noi. È questa la responsabilità sociale della Chiesa”.
 
Anche il cappellano dei giovani di Singapore, p. Brian D’Souza, si è detto disponibile a incontrare gli atleti, ma ha aggiunto di essere dispiaciuto per il fatto di non poter organizzare servizi religiosi e messe per loro. Mentre gli aspetti sportivi e sociali dell’evento sono stati ben gestiti, aggiunge, “si poteva fare di più per l’aspetto spirituale e per i bisogni religiosi dei ragazzi”.
 
La Commissione olimpica spiega: “Abbiamo fornito un Centro multi-religioso, uno spazio comune per i residenti che vogliono pregare. Se vogliono andare in un luogo di culto, i nostri volontari sono a disposizione per spiegare come raggiungere i più vicini”.
 
L’approccio scelto da Singapore è diverso persino da quello deciso per le Olimpiadi di Pechino, dove nel Centro servizi religiosi del Villaggio olimpico si potevano trovare sacerdoti, imam e leader religiosi di altre fedi. Nel sito dell’evento del 2008 si poteva leggere: “Organizzare un Centro religioso nel Villaggio è una responsabilità vitale per la città che organizza i Giochi”.
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