30/03/2023, 13.21
LANTERNE ROSSE
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Taiwan, due presidenti a confronto: Tsai negli Usa. Ma in Cina

In questi giorni l’attuale capo di Stato e il suo predecessore sono impegnati in due viaggi dall’alto profilo politico e simbolico. Pechino minaccia una risposta “risoluta” se Tsai incontrerà leader di Washington. Ma esalta la figura di Sun Yat-sen, il fondatore della Repubblica di Cina, per promuovere la pace tra i due fronti: i cinesi lo censurano.

Taipei (AsiaNews) – Sembra una sfida a distanza quella tra la presidente taiwanese Tsai Ing-wen e il predecessore Ma Ying-jeou. Leader del Partito progressista democratico (Dpp), inviso alla Cina comunista perché ritenuta una forza indipendentista, Tsai è arrivata ieri negli Stati Uniti: si tratterrà a New York fino al primo aprile, una sosta prima di una visita in Guatemala e Belize. Dopo la recente rottura dell’Honduras, che ha optato per il riconoscimento di Pechino, i due Paesi centroamericani sono tra gli ultimi 13 alleati diplomatici rimasti a Taipei.

Ma si trova invece in Cina: un tour controverso, che l’ex capo dello Stato taiwanese ha ribadito più volte non avere carattere ufficiale. Diversi osservatori sostengono però che i cinesi vogliano usare il suo partito (il nazionalista e filo-Pechino Kuomintang) per dividere la società taiwanese prima delle presidenziali del 2024, nella speranza di scalzare il Dpp.

È dal 2019 che Tsai non va negli Usa. La sua tappa statunitense arriva in un momento di forti tensioni tra Washington e Pechino, e di crescente pressione militare cinese lungo lo Stretto di Taiwan.

Il 5 aprile, prima di fare ritorno in patria, a Los Angeles Tsai dovrebbe incontrare lo speaker della Camera Usa dei rappresentanti, il repubblicano Kevin McCarthy: l’Ufficio cinese per gli affari di Taiwan ha minacciato una risposta “risoluta” se i due si vedranno.

Ad agosto, in seguito alla visita a Taipei di Nancy Pelosi, predecessore di McCarthy, i cinesi hanno reagito con una prolungata serie di esercitazioni militari. L’isola è considerata da Pechino una provincia “ribelle” da riconquistare anche con il ricorso alla forza.

Dal canto loro, in base al Taiwan Relations Act gli Usa sono impegnati a difendere l’isola. Adottato nel 1979 dopo il formale riconoscimento diplomatico della Cina comunista, il provvedimento non specifica l’effettiva natura dell’impegno di Washington verso Taipei: una “ambiguità strategica” che produce continue tensioni con Pechino.

In visita a Nanjing il 28 marzo, Ma ha esortato Taipei e Pechino a cercare la pace ed evitare il conflitto. Lo ha fatto esaltando la figura di Sun Yat-sen, il fondatore della Repubblica di Cina (Roc) nel 1912. È da ricordare che Taiwan è di fatto indipendente dalla Cina dal 1949; all’epoca i nazionalisti di Chiang Kai-shek vi hanno trovato rifugio dopo aver perso la guerra civile sul continente contro i comunisti, facendola diventare l’erede della Roc.

Nonostante la “vicinanza” con il Kuomintang, le autorità cinesi hanno censurato buona parte degli interventi di Ma: tutti quelli in cui egli ha fatto riferimento alla Roc e al suo status di “ex presidente di Taiwan”. Fatto che ha alimentato ancor di più le critiche del Dpp al viaggio in Cina dell’ex capo di Stato.

 

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