10/09/2007, 00.00
TAIWAN – AFRICA – CINA
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Taiwan incontra gli alleati africani, Pechino attacca

Colloqui tra l’esecutivo di Taipei ed i rappresentanti dei 5 Stati africani che riconoscono a livello diplomatico Taiwan, per parlare di aiuti sanitari e sviluppo. Pechino definisce l’incontro “politico” e minaccia rotture, mentre Chen Shui-bian viene contestato dai taiwanesi.
Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Dopo il tour sudamericano dello scorso mese, il presidente taiwanese Chen Chui-bian ha incontrato ieri i rappresentanti dei 5 Stati africani che riconoscono a livello diplomatico Taiwan (e non la Cina). Il motivo ufficiale dell’incontro era la discussione di nuovi aiuti sanitari ai 5 Paesi, m Pechino lo ha condannato in quanto “meeting politico”.
 
Chen si è incontrato con i capi di Stato di Gambia, Burkina Faso, Sao Tomè e Principe, Malawi e Swaziland. Thengo Malora, ambasciatore del Malawi a Taipei, ha detto: “Chiaramente, noi chiediamo aiuto. I nostri bisogni sono grandi”.
 
Tuttavia, il ministero cinese degli Esteri non ha gradito la notizia. Secondo la portavoce Jiang Yu, “Il vero scopo di questo incontro non è sostenere lo sviluppo africano o aiutare la popolazione taiwanese. Si tratta di un meeting politico, che cerca di sostenere le mire indipendentiste di alcune forze taiwanesi ma mette così in pericolo l’amicizia sino-africana”.
 
Al termine dell’incontro, infatti, i 5 leader africani hanno appoggiato in un comunicato congiunto le richieste di Taipei per un seggio all’Onu, che la presidenza democratica dell’isola cerca di ottenere da tempo. In ogni caso, la politica diplomatica del presidente Chen è stata contestata, sempre ieri, anche da migliaia di taiwanesi, che hanno acceso 300mila candele contro l’esecutivo.
 
Attualmente, Taiwan è riconosciuta da 24 nazioni (fra cui il Vaticano): queste sono in maggioranza africane, sudamericane o caraibiche. Da tempo, Pechino cerca di intervenire nella politica internazionale dell’isola in modo da poter revocare questi riconoscimenti. Secondo alcuni analisti, la recente visita del presidente Hu Jintao in America del Sud rientra proprio in questa strategia.
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