23/06/2022, 13.02
COREA DEL SUD
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Tasse tagliate alle imprese e meno regole: la ricetta economica di Yoon

di Guido Alberto Casanova

Il presidente della Corea del Sud ha presentato le sue riforme per rilanciare la crescita, frenata dalla congiuntura globale. Salta il contributo di solidarietà che Moon aveva imposto alle 100 aziende più grandi del Paese. Potrebbe essere rivisto anche il limite legale della settimana lavorativa di 52 ore. Ma sono tutte misure che dovranno passare al vaglio del parlamento dove i conservatori da soli non hanno la maggioranza.

Seoul (AsiaNews) - Sul fatto che il programma economico del nuovo presidente della Corea del Sud Yoon Suk-yeol fosse di destra non c’è mai stato alcun dubbio. Già durante la campagna per le elezioni presidenziali, il candidato conservatore aveva espresso la propria visione di un’economia trainata dal settore privato. In sostanza Yoon aveva promesso agli elettori più libero mercato e meno dirigismo pubblico, pur con le sfumature che questi termini assumono nel contesto sudcoreano.

Ora Yoon ha reso pubblico il proprio piano di riforme economiche per ridare slancio alla crescita, che secondo le stime quest’anno sarà la più bassa degli ultimi tre anni. Tra ostruzioni delle catene di approvvigionamento, impennata dell’inflazione e aumento dei tassi di interesse, le previsioni di espansione per l’economia sudcoreana nel 2022 sono state ridimensionate dal 3,1% al 2,6%.

Presentando le riforme come una risposta alle turbolenze dell’economia globale, Yoon ha detto che “la nostra economia e i mercati sono scossi mentre veniamo catapultati in una crisi complessa tra i timori della stagflazione”. Ricollegandosi poi ai temi del proprio programma, ha aggiunto che “prenderemo misure audaci per rimuovere qualsiasi normativa che ostacoli la competitività aziendale e lo spirito d’impresa”.

La proposta che ha attratto più attenzione è la riduzione dell’imposta sui redditi d’impresa per lo scaglione più elevato. Per finanziare il proprio programma di spesa sociale, il precedente governo progressista aveva alzato l’aliquota per le circa 100 società più grandi del Paese fino al 25%. Ora Yoon, nel suo tentativo di smantellare il lascito politico del governo di Moon Jae-in, vuole rivedere quella decisione e riportare l’imposta al 22%

Il piano di Yoon mira a concedere alle imprese un ruolo centrale nel rilancio della crescita, fornendo loro agevolazioni e strumenti per raggiungere l’obiettivo. Le proposte avanzate dal governo comprendono una sostanziosa dose di deregolamentazione, per esempio rivedendo il limite legale della settimana lavorativa di 52 ore o assottigliando il numero di aziende sottoponibili alla tassa di successione. Dal punto di vista finanziario, il governo conservatore ha suggerito di sospendere le imposte sulle plusvalenze dei piccoli investitori per permettere alle società quotate in borsa di raccogliere nuovi fondi. Inoltre, le stock option per le startup dovrebbero ricevere un’esenzione fiscale, così da permettere loro di assumere più facilmente i migliori talenti in circolazione. Nei prossimi mesi anche il sistema pensionistico e l’azionariato di Stato dovranno essere rivisti, secondo le intenzioni del governo.

L’economia politica sudcoreana però funziona in modo molto diverso dal classico modello neoliberista anglosassone, dal quale la destra coreana si discosta. Nelle proposte dei conservatori infatti ci sono anche maggiori sgravi fiscali per gli investimenti strategici in semiconduttori o schermi di nuova generazione OLED, incentivi per il rientro in patria delle aziende che hanno delocalizzato la produzione e sostegno pubblico alle infrastrutture necessarie per lo sviluppo delle nuove tecnologie.

Yoon ha promesso alle associazioni degli imprenditori di voler creare un ambiente più favorevole agli affari, che in fondo è quello che si aspettano le grandi società sudcoreane. Per ora le riforme proposte rimangono una lista dei desideri, dato che i conservatori non possiedono la maggioranza in parlamento. La dialettica politica dei prossimi mesi ci dirà quali di queste promesse potranno essere realizzate e quali invece no.

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