Traffico di carne di polli morti dopo l’alluvione: blitz sanitario a Pallama
Dopo le inondazioni sono cresciuti i sospetti sulla sorte degli animali d’allevamento. Gli ispettori sanitari hanno scoperto un traffico illegale di carne di pollo proveniente da carcasse di animali: sequestrati 120 chili di carne destinata a ristoranti e mense in diverse località del distretto di Puttalam.
Colombo (AsiaNews) - Dopo le recenti alluvioni nello Sri Lanka, tra le comunità colpite è cresciuta l’ansia per la sorte degli animali d’allevamento - polli, maiali, capre e bovini - che rappresentano una fonte essenziale di sostentamento per molte famiglie. Alla mancanza di informazioni ufficiali su quanto accaduto si sono aggiunte voci sempre più insistenti sulla possibile commercializzazione di carne proveniente da animali morti a causa delle inondazioni.
I sospetti hanno trovato conferma con la scoperta di un traffico illegale di carne di pollo nella zona di Pallama, nel distretto di Puttalam, smantellato a seguito di un’operazione condotta dagli Ispettori di Sanità Pubblica (PHI).
Nel corso del blitz, due persone sono state arrestate e un ingente quantitativo di carne, parte del quale già distribuito in diverse località, è stato sequestrato. Secondo gli inquirenti, gli indagati raccoglievano polli morti per malattie dagli allevamenti di Pallama e delle aree circostanti, sostenendo falsamente di utilizzarli per la produzione di mangimi animali. Le indagini hanno invece accertato che la carne veniva lavorata e confezionata in sacchetti di plastica per eludere i controlli sanitari, quindi venduta a prezzi molto bassi a ristoranti, mense caritative e organizzatori di banchetti nuziali in numerose località, tra cui Anamaduwa, Nawagattegama, Saliyawewa, Uriyawa, Paliyagama, Bingiriya, Weerapokuna, Madurankuliya e Arachchikattuwa.
L’operazione è stata il risultato di una indagine prolungata avviata sulla base di segnalazioni ricevute dagli ispettori sanitari di Pallama. I sospetti sono stati fermati mentre trasportavano la carne su un veicolo a tre ruote nei pressi dell’Ufficio Veterinario di Serukele, dove sono stati sequestrati circa 120 chilogrammi di carne nascosti in sacchi di polietilene.
Le persone arrestate sono state identificate come Geekiyanage Janaka Geeth Kumar Perera, residente a Dudugama (Ja-Ela), responsabile del recupero e del trasporto dei polli dagli allevamenti, e Yakdehige Jagath Indika Niroshan, di Serukele, coinvolto nella lavorazione della carne.
Secondo le autorità sanitarie, la carne veniva venduta soprattutto a ristoranti che preparano kottu e piatti a base di riso, al prezzo di 800 rupie al chilogrammo, una cifra nettamente inferiore ai valori di mercato. Il traffico sarebbe stato attivo da tempo, ingannando deliberatamente gli acquirenti. I due sospetti sono comparsi davanti al Tribunale dei Magistrati di Anamaduwa, dove il giudice R.N.K. Chandrawansa ha inflitto una multa di 76.000 rupie e disposto la distruzione dell’intero stock di carne sequestrata.
Alcuni residenti che hanno perso il proprio bestiame a causa delle inondazioni hanno espresso ad AsiaNews delusione per la lieve entità della pena, pur dichiarando di rispettare la decisione del tribunale. «Vendere animali morti per profitto è un atto disumano», hanno affermato. Tra loro, Rita Calistus, residente ad Arachchikattuwa, ha raccontato di aver perso tutte le 25 galline del suo allevamento familiare: «Circa venti sono annegate, le altre sono morte pochi giorni dopo il ritiro dell’acqua. Le abbiamo seppellite».
Foto: Hiran Piyankara
24/10/2022 13:01
09/06/2018 09:00





