27/04/2013, 00.00
VIETNAM
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Trang Bom: autorità vietnamite contro sacerdoti e vescovo uniti per la fine del Partito unico

Il Comitato popolare ha lanciato campagne diffamatorie e minacce contro il clero diocesano. L’accusa è aver promosso le riflessioni dei prelati sul progetto di riforma della Costituzione. Attacco frontale contro vescovi e preti, per il timore che nella popolazione cresca il desiderio di cambiamento.

Ho Chi Minh City (AsiaNews/EdA) - Le autorità del distretto di Trang Bom, provincia di Dong Nai, nel sud-est del Vietnam, hanno lanciato una dura campagna contro 28 sacerdoti della diocesi di Xuan Loc.  Essi sono finiti nel mirino del Comitato popolare, con l'accusa di aver dato risalto alla campagna del vescovo a sostegno della riforma della Costituzione del 1992 in chiave multipartito. La lettera inviata dai vertici dell'amministrazione locale è solo l'ultimo episodio di una lunga battaglia che vede opposti il governo e i prelati cattolici, schierati a fianco della popolazione nella difesa dei diritti di base. Nelle scorse settimane anche Hanoi era intervenuta con un duro monito nei confronti della Conferenza episcopale, finita nel mirino del governo centrale perché darebbe risalto a proposte di riforma "dal contenuto sbagliato", secondo una logica "opportunista" e "ostile".

Su richiesta di mons. Dominique Nguyen Chu Trinh, i sacerdoti del distretto di Trang Bom hanno organizzato una campagna volta a spiegare e diffondere la lettera aperta dei prelati a sostegno della riforma costituzionale. Essa prevede riforme che mirano al cambiamento radicale della politica e delle istituzioni vietnamite, in chiave multipartito.

Per scongiurare un'ampia diffusione dell'iniziativa e difendere l'attuale dispositivo statale, le autorità distrettuali hanno attaccato in modo frontale vescovo e sacerdoti, stravolgendo i fatti e le indicazioni fornite dall'episcopato. La campagna diffamatoria delle autorità parla di sermoni pubblici, omelie, volantinaggi e affissioni promosse dai preti per diffondere il progetto dei prelati di minare le fondamenta del Vietnam. Qualcuno avrebbe addirittura "invocato applausi" all'interno delle chiese, un comportamento bollato come "scorretto" e contrario alle norme.

Il Comitato del popolo di Trang Bom punta il dito contro il clero, accusato di "deviare dal proprio ruolo di pastore" e di aver "oltrepassato i limiti della semplice consultazione della volontà popolare", per dar vita a una vera e propria campagna politica. Nel ribadire la "critica severa" alla leadership cattolica, le autorità chiedono infine di ritirare dalla circolazione tutte le copie della riflessione elaborata dai vescovi e cessarne la diffusione "sotto qualsiasi forma".

Tuttavia, aggiungono fonti ecclesiastiche, "se ne guardano bene dall'esprimere un giudizio di merito", a conferma della bontà delle riflessioni e degli spunti forniti.

Sostenuta da vescovi cattolici, intellettuali e attivisti, la petizione auspica una riforma della Costituzione nazionale del 1992, che metta fine all'egemonia del partito unico comunista. Il testo sottoscritto e commentato da migliaia di cittadini è stato consegnato il 2 febbraio scorso al vice-presidente della Commissione per le riforme costituzionali. A guidare la delegazione "riformista" - composta da 15 dei 72 primi firmatari del testo - l'ex ministro della Giustizia Nguyen Dinh Loc. Al contempo, il Comitato permanente della Conferenza episcopale del Vietnam ha promosso una riflessione (clicca qui per leggere il documento) in cui ribadisce che "la sovranità appartiene al popolo". 

 

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