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    » 08/03/2013, 00.00

    VIETNAM

    Hanoi contro vescovi e riformisti per salvare il Partito unico



    Leader di governo, del partito e dell’esercito mettono in guardia contro proposte di riforma costituzionale dal “contenuto sbagliato”. Il presidente del Parlamento invita a lottare contro chi propina “idee sbagliate”. Giornale dell’esercito: opportunisti e forze reazionarie “ostili” che si oppongono al Partito e allo Stato.

    Hanoi (AsiaNews/EdA) - La leadership comunista vietnamita mette in guardia contro i contributi alla riforma della Costituzione dal "contenuto sbagliato", che hanno seminato non poca "irritazione" nei vertici del Paese. Alti funzionari del partito, di governo e dell'esercito, pur senza fare nomi o esplicitare gli obiettivi dell'attacco, condannano come "erronee" tutte le proposte di legge che chiedono la fine del potere unico comunista e un cambiamento della nazione in chiave "multipartitica". Tuttavia, appare chiaro il riferimento alla petizione depositata in Parlamento a inizio febbraio e alla presa di posizione dei vescovi cattolici, secondo cui "la sovranità appartiene al popolo, non al Partito (unico comunista)".

    A conferma del clima di tensione, l'avvertimento lanciato dal presidente dell'Assemblea nazionale contro le proposte di riforma dal "contenuto sbagliato". Datata 6 marzo la lettera di Ngueyn Sinh Hung, indirizzata ai quadri responsabili della consultazione popolare, invita a "lottare contro l'uso da parte di alcuni dei contributi al progetto di emendamento della Costituzione, per propinare idee sbagliate, dividere il blocco unico popolare, opporsi al partito, allo Stato e al nostro regime". Nella missiva egli annuncia inoltre che il termine ultimo per la presentazione di modifiche è prorogato al 30 settembre, rispetto alla data iniziale del 31 marzo.

    Sullo stesso piano si pone anche un editoriale pubblicato da Quan Doi Nhan Dan, il giornale ufficiale dell'esercito vietnamita, il cui tono emerge già dal titolo "Contributo o opposizione?". Esso critica quelli che definisce "opportunisti, spinti da forze reazionarie ostili" che "approfittano della nostra importante iniziativa" di consultazione popolare per "opporsi al partito, allo Stato e al popolo".

    Sostenuta da intellettuali e attivisti, la petizione chiedeva una revisione della Costituzione nazionale del 1992, che metta fine all'egemonia del partito unico comunista. Il testo sottoscritto e commentato da migliaia di cittadini è stato consegnato il 2 febbraio scorso al vice-presidente della Commissione per le riforme costituzionali. A guidare la delegazione "riformista" - composta da 15 dei 72 primi firmatari del testo - l'ex ministro della Giustizia Nguyen Dinh Loc. Al contempo, il Comitato permanente della Conferenza episcopale del Vietnam ha promosso una riflessione (clicca qui per leggere il documento) in cui ribadisce che "la sovranità appartiene al popolo".

     

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