13/04/2022, 11.53
CINA-RUSSIA
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Ucraina, effetto sanzioni: rallenta la crescita del commercio sino-russo

A marzo è stata del 12,8%, in calo rispetto al +25,7% di febbraio. Pechino attenta a non violare le misure punitive adottate dall’Occidente contro Mosca. I cinesi evitano di stipulare nuovi contratti petroliferi con i russi. L’obiettivo di Xi Jinping è di bilanciare gli interessi con Usa e Ue da un lato, e con il Cremlino dall’altro.

Pechino (AsiaNews) – Rallenta la crescita degli scambi commerciali tra Cina e Russia. A marzo  è stata del 12,8% su base annua: la metà circa dell’aumento registrato a febbraio (25,7%), quando Mosca ha lanciato l’attacco militare all’Ucraina. È quanto emerge dai dati pubblicati oggi dall’Ufficio cinese delle dogane.

Il rallentamento del commercio sino-russo coincide con lo scoppio del conflitto in Ucraina e la conseguente imposizione di sanzioni alla Russia da parte di Usa, Unione europea e loro alleati. Pechino mantiene ufficialmente una linea di neutralità sulla crisi, senza condannare l’operato del Cremlino, con cui ha da poco sancito una amicizia “senza limiti”, e criticando le restrizioni occidentali a Mosca.

Se la propaganda cinese di Stato sostiene internamente l’avventura bellica di Vladimir Putin, il governo sembra attento però a non violare le misure punitive adottate dall’Occidente contro il Cremlino. Stati Uniti e Ue hanno ripetuto più volte che ci saranno conseguenze se Pechino aiuta i russi ad aggirare le sanzioni.

Secondo esponenti del governo Usa e diversi analisti non ci sono indicazioni che la Cina stia infrangendo il regime sanzionatorio contro la Russia. Come spiega la Reuters, le raffinerie cinesi di petrolio evitano di stipulare nuovi contratti con gli esportatori russi di crudo, e ciò malgrado i forti sconti offerti.

A fine marzo il gigante statale cinese Sinopec ha sospeso i negoziati per un importante investimento nel settore petrochimico russo e nella commercializzazione comune del gas prodotto da Mosca. Ci sono anche scarsi indizi che le banche cinesi stiano soccorrendo le istituzioni finanziarie russe sanzionate.  La Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture, una creatura della Cina, ha sospeso poi la concessione di prestiti a entità russe (e bielorusse, alleate del Cremlino).

La leadership cinese cerca un punto di equilibrio, nel tentativo di salvare lo speciale rapporto con Mosca senza mettere in pericolo l’interscambio commerciale con Usa ed Europa. È da ricordare che Stati Uniti e Ue insieme rappresentano più di un quarto del commercio globale della Cina, mentre la quota russa si ferma al 2,4%.

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