Vescovi filippini: senza ulteriori ritardi il processo a Sara Duterte
L’appello della conferenza episcopale per un procedimento equo nei confronti della vice-presidente, nel rispetto “dei dettami costituzionali”. Un passaggio obbligato per “ripristinare la fiducia del nostro popolo nelle istituzioni pubbliche”. Intanto Dela Rosa, alleato dell’ex presidente Duterte e suo braccio destro nella guerra alla droga, è fuggito dopo essersi barricato nel Senato per evitare l’arresto.
Manila (AsiaNews) - I vescovi filippini lanciano un appello ai senatori perché non vi siano ulteriori ritardi nel processo di impeachment alla vice-presidente Sara Duterte, dopo che la Camera dei rappresentanti ha autorizzato per la seconda volta la messa in stato di accusa. In una nota diffusa il 12 maggio scorso a firma di mons. Gilbert A. Garcera, arcivescovo di Lipa e presidente della Conferenza episcopale (Cbcp), i presuli si rivolgono ai rappresentanti della Camera Alta del Parlamento perché “rispettino i dettami costituzionali: avviare il processo e decidere il caso […] convocando testimoni, ascoltando i resoconti e votando in base alle prove e, soprattutto, alle richieste di rettitudine e giustizia”.
Sara Duterte è accusata di aver sottratto fondi pubblici per un importo pari a 9,95 milioni di dollari durante il mandato come vice-presidente e ministro dell’Istruzione. Tra le altre accuse figurano l’accumulo di un patrimonio superiore al suo reddito legale e l’aver influenzato appalti e decisioni finanziarie tramite funzionari governativi. Vi è poi l’inchiesta relativa ad un presunto complotto che avrebbe ordito per uccidere il presidente Ferdinand Marcos Jr., la first lady Liza Araneta-Marcos e l’ex presidente della Camera Martin Romualdez.
La Camera dei Rappresentanti, ritenendo che sussistano motivi fondati, l’11 maggio scorso ha votato con una maggioranza di gran lunga superiore al terzo dei suoi membri necessario per mettere sotto accusa la vicepresidente. E, come previsto dalla Costituzione, ha inviato gli atti di accusa al Senato per il processo. “Esortiamo i senatori - ha sottolineato il presidente Cbcp - a evitare qualsiasi atto che possa essere percepito come un tentativo di eludere i loro doveri legati a un giuramento o di aggirare i requisiti della Costituzione”.
“Avete ora questa opportunità - ha proseguito mons. Garcera - di ripristinare la fede e la fiducia del nostro popolo nelle istituzioni pubbliche che aderiscono allo Stato di diritto e servono il bene comune nella ricerca della giustizia e della verità”. Rivolgendosi ai connazionali filippini, i vescovi hanno invitato ad adempiere “ai nostri doveri e alle nostre responsabilità civiche garantendo un processo equo e credibile, affinché tutti possano vedere e ascoltare prove e argomentazioni chiare e verificate”. “Dobbiamo inoltre rimanere vigili - conclude la nota - nel monitorare il processo. In questo modo, difendiamo la verità, salvaguardiamo l’integrità del dibattito pubblico e rafforziamo la nostra nazione contro la disinformazione, la manipolazione e le notizie false”.
Al contempo mons. Broderick Pabillo di Taytay, Palawan, ha esortato i senatori ad ascoltare e a correggere le procedure di impeachment contro Sara Duterte. Il prelato ha affermato che, grazie al processo, si farà chiarezza sui capi d’accusa mossi contro la vicepresidente e si dimostrerà ai filippini che nessuno, nemmeno i funzionari eletti, è al di sopra della legge. “Le ragioni del processo di impeachment sono diverse, quindi chiedo ai nostri senatori di essere equi; la loro lealtà non deve essere verso una sola famiglia né verso i propri interessi, ma verso il popolo” ha osservato mons. Pabillo.
In precedenza, l’8 maggio scorso mons. Jose Colin M. Bagaforo, della diocesi di Kidapawan e responsabile della Commissione episcopale per il dialogo interreligioso, ha sottolineato che il procedimento “non deve essere temuto, né portare a una condanna a priori”. Il prelato ha ricordato che “l’impeachment non è una persecuzione. È un processo costituzionale e democratico concepito proprio per garantire che i funzionari pubblici a cui è affidato un immenso potere rimangano responsabili nei confronti del popolo”.
La Conferenza episcopale ricorda infine ai leader e ai cittadini che la democrazia può prosperare solo quando le istituzioni vengono rispettate e quando nessun funzionario pubblico è al di sopra della legge. Nelle sue varie dichiarazioni pastorali sulla governance e la responsabilità, la Cbcp ha sottolineato che la carica pubblica è un ruolo sacro che richiede integrità, umiltà e responsabilità davanti a Dio e al popolo. Tuttavia, secondo l’Indice di percezione della corruzione 2025 pubblicato da Transparency International, le Filippine continuano a registrare un punteggio basso in termini di integrità del settore pubblico, il che riflette le persistenti preoccupazioni relative alla corruzione, all’abuso di potere, al clientelismo politico e alla debolezza dei meccanismi di responsabilità.
L’appello dei vescovi arriva in una fase delicata della vita del Paese, che ha vissuto ore di tensione legate alla prova di forza di Ronald Dela Rosa, senatore e capo della squadra anti-droga voluta dall’ex presidente Rodrigo Duterte, responsabile di migliaia di uccisioni extra-giudiziali. Il politico si era barricato nei giorni scorsi nell’edificio che ospita la Camera Alta e intimato ai militari di interrompere i tentativi di arresto ed estradizione in Olanda, alla Corte penale dell’Aja, dove è in corso il processo per crimini contro l’umanità in cui è imputato l’ex capo dello Stato. Dela Rosa dal novembre scorso non appariva in pubblico prima di partecipare l’11 maggio scorso a una votazione inattesa al Senato che ha permesso ai fedelissimi di Duterte di conquistarne il controllo. Nelle fasi di tensione che hanno caratterizzato il tentativo di arresto sono stati esplosi diversi colpi di pistola. Secondo il ministro filippino degli Interni Jonvic Remulla, che sovrintende le forze di polizia, alle 2.30 di ieri mattina Dela Rosa è fuggito dal Senato in macchina con un collega, Robin Padilla, facendo perdere le proprie tracce, mentre gli agenti federali hanno avviato una caccia all’uomo.
17/03/2017 12:48
02/09/2005





