11/03/2021, 12.27
SIRIA
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il conflitto siriano, da rivolta interna a guerra per procura (SCHEDA)

Damasco (AsiaNews) - Dalle rivolta di piazza del marzo 2011, fra le proteste per la Primavera araba, alla drammatica situazione di oggi con milioni di rifugiati, circa il 60% della popolazione che soffre la fame e una nazione devastata. E una guerra per procura fra potenze regionali e internazionali che si è consumata sulla pelle della gente. 
Ripercorriamo le tappe principali del conflitto siriano:

Marzo 2011 - La rivolta
Inizio delle proteste contro il presidente Bashar al-Assad e il suo governo
Le autorità reprimono con violenza le manifestazioni, ma la rivolta prosegue
Evoluzione della crisi in ribellione armata con il sostegno dell’Occidente e di alcune nazioni arabe. I ribelli conquistano gran parte del territorio, inclusa la terza città per importanza (Homs) e parte di Aleppo, cuore economico e commerciale della nazione
In ottobre a Istanbul nasce il Consiglio nazionale siriano (Cns), che riunisce le opposizioni
Si contano già centinaia di vittime e migliaia di feriti

2012 - Guerra per procura
A marzo i governativi riprendono il controllo di Homs
I ribelli del Free Syrian Army (Fsa) lanciano la battaglia di Damasco a luglio, ma il regime riesce a difendere la capitale bombardando alcuni quartieri nelle mani dei ribelli
Le milizie curde assumono il controllo di Afrin, Kobane e Amuda
Le potenze mondiali a Ginevra concordano sulla necessità di una transizione politica, ma le divisioni interne ostacolano l’iniziativa diplomatica Onu
Il Cns cresce e acquista nuovi consensi e adesioni, trasformandosi nel National Coalition for Syrian Revolutionary and Opposition Forces. Oltre 100 nazioni al mondo lo riconoscono come solo rappresentante legittimo del popolo siriano
Le agenzie umanitarie lanciano l’allarme per l’emergenza profughi siriani in Libano e Iraq

2013 - Ghouta, le armi chimiche
Iniziano i raid dell’esercito governativo con elicotteri e caccia militari, in alcuni casi con l’uso di barili bomba, sui territori nelle mani delle opposizioni e dei ribelli
Le milizie libanesi filo-iraniane Hezbollah stanziano i primi combattenti in Siria a sostegno dell’esercito governativo
Da Teheran il sostegno ad Assad
Un attacco chimico contro la Ghouta orientale, nelle mani dei ribelli, causerebbe la morte di 1400 persone. Questo resta uno degli episodi più controversi e drammatici della guerra. Il regime respinge ogni responsabilità
Accordo fra Starti Uniti e Russia (e i rispettivi presidenti Obama e Putin) per lo smantellamento dell’arsenale chimico nelle mani di Damasco
Sono circa 1,5 milioni i rifugiati siriani

2014 - Lo Stato islamico
A giugno un gruppo estremista fuoriuscito da al-Qaeda conquista la cittadina orientale di Raqqa, per poi estendere il proprio dominio su ampie zone della Siria e dell’Iraq, dichiarando il nuovo califfato e autoproclamandosi lo “Stato islamico” (o Daesh)
Washington fonda una coalizione anti-Daesh, sotto l’ombrello delle cosiddette Forze democratiche siriane guidate dalle milizie curde Ypg. I primi scontri interni alla Nato fra Turchia e Stati Uniti
Aumenta il bilancio delle vittime e degli sfollati: circa 6,5 milioni sono sfollati interni e oltre tre milioni profughi oltre-confine

2015 - L’intervento di Mosca
Le forze di Assad perdono sempre più terreno di fronte all’avanzata delle milizie armate, che conquistano Idlib
In Arabia Saudita nasce l’Alto comitato per i negoziati, formato da gruppi ribelli ma non altre realtà nate in precedenza al Cairo e a Mosca
La Russia scende in campo al fianco di Assad, stanziato caccia e mezzi militari in grande stile. Una mossa che, a posteriori, si rivelerà decisiva per l’esito del conflitto e le sorti del presidente siriano
Un bambino di tre anni, Aylan Kurdistan, affoga assieme alla madre e al fratello mentre cerca di attraversare il Mediterraneo. La sua immagine, riverso e privo di vita sulla spiaggia, diventa simbolo del dramma dei profughi che dalla Turchia cercano rifugio in Europa

2016 - Erdogan, il nuovo Sultano
Allarmato dalla presenza dei curdi ai confini e alla crescente influenza delle milizie Ypg e Pkk nell’area, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan lancia una operazione militare (Scudo dell’Eufrate) in collaborazione con i ribelli. Ankara conquista ampie porzioni di territorio oltre confine in Siria, e nel 2018 si spinge fino ad Afrin in pieno territorio curdo-siriano. 
Damasco e gli alleati sconfiggono i ribelli ad Aleppo, che viene liberata dopo mesi di assedio e bombardamenti
La guerra ha sfollato quasi sei milioni di siriani

2017 - I missili statunitensi e israeliani
Israele ammette per la prima volta di aver effettuato attacchi missilistici contro obiettivi di Hezbollah in Siria, per allentare l’influenza iraniana in Siria e nella regione
Washington sferra il primo attacco missilistico contro una base aerea del regime nei pressi di Homs, in risposta a un presunto attacco con uso di gas contro la cittadina ribelle di Khan Sheikhoum
Curdi e statunitensi sconfiggono lo Stato islamico a Raqqa. Del Califfato non restano che cellule e gruppi isolati nelle aree desertiche del Paese
I gruppi di opposizione “saudita”, del Cairo e di Mosca si uniscono sotto il nome di Commissione siriana per il negoziato

2018 - L’accordo russo-turco a Idlib
Dopo mesi di assedio e raid aerei, l’esercito siriano col sostegno dei russi riconquista la Ghouta orientale
Accordo fra Mosca e Ankara su Idlib, dove viene congelata la “frontiera” e vengono spartite le aree di influenza. Centinaia i civili morti nei bombardamenti contro quello che è ormai l’ultimo bastione nelle mani dei ribelli anti-Assad
I turchi, con la collaborazione di mercenari e movimenti fondamentalisti islamici, riprendono il controllo di Afrin, strappandola ai curdi
Gli sfollati salgono a 6,2 milioni

2019 - Il parziale ritiro Usa
I militari Usa riprendono l’ultima sacca di territorio ancora nelle mani di Daesh e iniziano un parziale ritiro dal Paese, pur restano a presidiare alcune aree nel nord-est ricche di petrolio. Analisti ipotizzano una nuova escalation di violenze in seguito al disimpegno deciso da Trump
Un summit fra Russia e Turchia a ottobre consente di limitare le violenze e lo spargimento di sangue, ma la tregua è di breve durata e Mosca rilancia l’assalto contro l’ultimo bastione ribelle
Ankara lancia l’operazione ”Peace Spring” contro i curdi del Pkk/Ypg, conquistando il controllo di una striscia lunga 120 km lungo il confine siriano e di 30 km all’interno del Paese vicino
Circa 11,7 milioni di siriani sono in disperato bisogno di aiuti umanitari, oltre 6,2 gli sfollati interni. 
Una intera generazione di bambini è nata e ha vissuto solo in tempo di guerra

2020 - L’escalation turca in Siria
Il presidente Erdogan rafforza l’intervento militare in Siria, schierando anche droni da combattimento in risposta alla morte di 34 soldati turchi colpiti dall’esercito di Assad
Damasco subisce pesanti perdite, fra cui 3mila soldati morti e 151 carri armati distrutti, otto elicotteri e tre caccia da combattimento
A marzo viene sottoscritto un cessate il fuoco a Idlib, che sembra reggere ancora oggi a dispetto di sporadici episodi di violenze
Sono 6,7 i milioni di siriani rifugiati e la crisi umanitaria ed economica, legata a quella libanesi, si fa sempre più drammatica

2021 - Un bilancio devastante
Dall’inizio della rivolta, nel marzo 2011, si contano 12 milioni di sfollati: sono 5,6 i siriani fuggiti in tutto il mondo, soprattutto in Turchia, Libano e Giordania. Gli sfollati interni sono 6,2 milioni. Circa 12,4 milioni di siriani, pari al 60% della popolazione, sperimentano situazioni di insicurezza alimentare. Le vittime sono oltre 400mila.

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