Il racconto del sito Sibir.Realii sulle battaglie di Aleksandr Sosnov e Albina Fateeva contro lo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali e gli affari degli oligarchi. Iniziative per le quali hanno dovuto subire le visite dei servizi speciali dell'Fsb e altre minacce. Fino alla scelta di emigrare il Armenia per proteggere il figlio quindicenne.
Secondo lo slogan degli ideologi di Putin soltanto fondandosi sui principi originari della civiltà e sui valori tradizionali oggi si può costruire con efficacia il futuro del Paese. Mentre il patriarca Kirill sostiene che sia necessario rafforzare "la sovranità non soltanto statale, ma anche spirituale". Per fare della Russia "un'arca universale della salvezza” per tutti.
Proprio mentre Modi discute con Trump sui dazi e gli acquisti di petrolio, nella capitale indiana si è tenuta la conferenza tra Russia e India del club Valdaj per fare il punto sulle relazioni. Con gli uomini di Putin che puntano sui rapporti di lunga data con Delhi invitando a privilegiare oggi le alleanze con i Paesi dei Brics.
Tra i 15 delegati delle forze democratiche russe all’estero con cui l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha cominciato a lavorare vi sono anche rappresentanti di popoli come gli udege, i buriati, gli izoriani e i komi. Che raccontano: “Per molti europei è scioccante sapere che non per tutti in Russia la lingua nativa è quella russa”.
Il politologo russo super-putiniano Gleb Kuznetsov ha pubblicato sulla rivista Gosudarstvo (“Lo Stato”) un articolo dove afferma esplicitamente che “la divisione dei poteri, le elezioni concorrenziali e la libertà di parola impediscono allo Stato di funzionare in modo efficace”. E indica a modello l'esempio di Shenzen "una delle città più controllate al mondo".
A Majluu-Suu è a un passo dalla chiusura definitiva la storica fabbrica simbolo dell'elettrificazione dell'Unione Sovietica promossa da Vladimir Ilič. Le lampadine a incandescenza un tempo esportate anche all'estero oggi sono soppiantate da quelle a Led prodotte in Cina. Le autorità kirghize stanno cercando una riconversione degli stabilimenti, ma quasi il 60% degli abitanti della città ormai è emigrato in cerca di lavoro.