A Majluu-Suu è a un passo dalla chiusura definitiva la storica fabbrica simbolo dell'elettrificazione dell'Unione Sovietica promossa da Vladimir Ilič. Le lampadine a incandescenza un tempo esportate anche all'estero oggi sono soppiantate da quelle a Led prodotte in Cina. Le autorità kirghize stanno cercando una riconversione degli stabilimenti, ma quasi il 60% degli abitanti della città ormai è emigrato in cerca di lavoro.
Per Dugin e Solov’ev le ex Repubbliche sovietiche “non hanno il diritto all’indipendenza” e devono riunirsi alla Russia per non finire schiave della Cina, dell’America o dell’Europa. Dai governi locali solo flebili proteste richiamando lo "spirito del partenariato strategico". Il sospetto che i due propagandisti dicano “quello che la dirigenza russa non vuole esprimere apertamente, ma che in realtà corrisponde ai suoi piani”
La poetessa e traduttrice Irina Jurčuk, nativa della città di Kharkov sul confine tra i due Paesi, epicentro del conflitto in corso, ha pubblicato a Kiev il suo libro “Il passaggio sopraelevato”, un’antologia in cui unisce testi di autori russi e ucraini contemporanei, con le traduzioni e le sue stesse rime bilingue. Un modo per ritrovare la propria vera identità, senza farsi annientare dalle prevaricazioni e dalle rivendicazioni.
Dal leader vietnamita l’impegno a sostenere gli sforzi congiunti per una soluzione di pace nella Striscia. La promessa di lavorare “a stretto contatto” con l’ex nemico “in vari settori” in linea con “esigenze e priorità” di entrambi. Fra i Paesi dell’Asia centrale l’adesione di Uzbekistan e Kazakhstan.
Come già successo per il crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria, anche su quanto sta avvenendo in Venezuela e in Iran, due storici alleati, Mosca non sta andando oltre le dichiarazioni di circostanza. Gli strali del Cremlino si rivolgono ogg quasi esclusivamente all’Europa e alla Nato, senza coinvolgere più di tanto le responsabilità di Washington.
Dalla Kabardino-Balkaria alla Cecenia negli ultimi mesi si sono registrati nuovi attacchi da parte di singoli o gruppi islamisti. Ma fanno discutere anche le modalità di repressione con il ricorso alla tortura e gli stessi dati che alcuni ritengono ingigantiti per replicare il senso di insicurezza che portò all'ascesa di Putin. Mentre sono proprio la guerra e l'instabilità economica ad alimentare le spinte radicali.