11/10/2016, 11.27
CINA-VATICANO
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È tornato a Wenzhou – ma sotto controllo – mons. Pietro Shao Zhumin

Era stato portato via insieme a p. Jiang Sunian per non farli partecipare ai funerali di mons. Zhu Weifang. Il Vaticano ha confermato che mons. Shao è vescovo di Wenzhou. I fedeli esortati alla calma.

Wenzhou (AsiaNews) - Fonti di AsiaNews confermano che l’8 ottobre scorso, alle 16.30, mons. Pietro Shao Zhumin (a destra nella foto 1), è stato riportato dalla polizia a Wenzhou. Con lui vi era anche il suo segretario (e cancelliere della diocesi), p. Paolo Jiang Sunian (a sin. nella foto1). Mons. Shao è vescovo riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo.

I due, membri della comunità non ufficiale della diocesi, erano stati portati via dalla polizia “per un viaggio”, il vescovo nel Qinghai, l’altro nello Yunnan. La loro vacanza obbligata il 23 agosto scorso – in pratica un sequestro - era programmata per escluderli dai funerali del vescovo della città, mons. Vincenzo Zhu Weifang, morto lo scorso 7 settembre.

Dal punto di vista canonico, alla morte di mons. Zhu, mons. Shao dovrebbe succedergli, essendo stato ordinato vescovo coadiutore (con diritto di successione) col mandato della Santa Sede.

In una dichiarazione del 21 settembre, la sala stampa della Santa Sede, diffondendo un necrologio del vescovo defunto, aveva precisato che “in accordo con il diritto canonico mons. Pietro Shao Zhumin, coadiutore della stessa diocesi, succede al prelato defunto”.

Al presente però il vescovo è impossibilitato a svolgere le sue funzioni pastorali e si trova sotto il controllo della polizia. I fedeli della diocesi, ufficiali e non ufficiali, stimano molto mons. Shao, che ha subito spesso la prigionia a causa della sua fede.

Dopo un periodo di forti divisioni fra le due comunità, ufficiale e sotterranea, negli ultimi anni vi sono stati molti gesti di avvicinamento e riconciliazione, anche se – come afferma un fedele di Wenzhou – “il governo locale fa di tutto per tenerci divisi”.

Tutti i cattolici sono stati esortati alla calma, per crescere nella loro riconciliazione e non prestare il fianco a ritorsioni e gesti violenti delle autorità politiche. Il timore di molti fedeli è che il governo, incurante delle indicazioni canoniche vaticane, ordini un altro vescovo, facendo ripiombare la Chiesa di Wenzhou nella divisione.

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