19/07/2020, 12.49
VATICANO
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​Papa: appello per cessate-il-fuoco mondiale e per pace tra Armenia e Azerbaigian

L’ intento del diavolo “è quello di intralciare l’opera della salvezza, far sì che il Regno di Dio sia ostacolato da operatori iniqui, seminatori di scandali”. “Questo lo fa sempre il diavolo o la tentazione nostra: quando cadiamo nella tentazione di chiacchierare per distruggere gli altri”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nuovo appello di papa Francesco che all’Angelus ha auspicato “cessate-il-fuoco globale e immediato, che permetta la pace e la sicurezza indispensabili per fornire l’assistenza umanitaria necessaria" alle popolazioni che soffrono le conseguenze economiche e sociali della pandemia “le cui sofferenze sono aggravate da situazioni di conflitto”. In proposito ha detto ancora di seguire “con preoccupazione il riacuirsi nei giorni scorsi delle tensioni armate nella regione del Caucaso tra Armenia e Azerbaigian. Mentre - ha proseguito - assicuro la mia preghiera per le famiglie di coloro che hanno perso la vita durante gli scontri, auspico che con l’impegno della comunità internazionale e attraverso il dialogo e la buona volontà delle parti, si possa giungere a una soluzione pacifica duratura, che abbia il bene di quelle amate popolazioni".

Prima della recita della preghiera mariana, a qualche migliaio di persone presenti in piazza san Pietro, Francesco, commentando il passo evangelico del grano e della zizzania è tornato a condannare “le chiacchiere” con le quali distruggiamo gli altri.

Con la parabola, ha sottolineato, “Gesù ci fa conoscere la pazienza di Dio, aprendo il nostro cuore alla speranza. Gesù racconta che, nel campo in cui è stato seminato il buon grano, spunta anche la zizzania, un termine che riassume tutte le erbe nocive, che infestano il terreno. Fra noi – ha aggiunto - possiamo dire che anche oggi il terreno è infestato da tanti diserbanti e erbicidi che fanno male alla terra e anche a noi”.

“Si può leggere in questa parabola una visione della storia. Accanto a Dio – il padrone del campo – che sparge sempre e solo semente buona, c’è un avversario, che sparge la zizzania per ostacolare la crescita del grano. Il padrone agisce apertamente, alla luce del sole, e il suo scopo è un buon raccolto; l’altro, l’avversario, invece, approfitta dell’oscurità della notte e opera per invidia, per ostilità, per rovinare tutto. L’avversario ha un nome: è il diavolo, l’oppositore per antonomasia di Dio. Il suo intento è quello di intralciare l’opera della salvezza, far sì che il Regno di Dio sia ostacolato da operatori iniqui, seminatori di scandali. Infatti, il buon seme e la zizzania rappresentano non il bene e il male in astratto, ma noi esseri umani, che possiamo seguire Dio oppure il diavolo”. “Tante volte – ha aggiunto - abbiamo sentito che una famiglia che era in pace, poi cominciarono le guerre, le invidie … un quartiere che era in pace, poi incominciarono cose brutte … E noi siamo abituati a dire: ‘Eh, qualcuno è venuto lì a seminare zizzania’, o ‘questa persona della famiglia, con le chiacchiere, semina zizzania’. E’ sempre seminare il male che distrugge. E questo lo fa sempre il diavolo o la tentazione nostra: quando cadiamo nella tentazione di chiacchierare per distruggere gli altri”.

 “L’intenzione dei servi è quella di eliminare subito il male, cioè le persone malvagie, ma il padrone è più saggio, vede più lontano: essi devono sapere attendere, perché la sopportazione delle persecuzioni e delle ostilità fa parte della vocazione cristiana. Il male, certo, va rigettato, ma i malvagi sono persone con cui bisogna usare pazienza. Non si tratta di quella tolleranza ipocrita che nasconde ambiguità, ma della giustizia mitigata dalla misericordia”.

“Il Vangelo di oggi presenta due modi di agire e di abitare la storia: da una parte, lo sguardo del padrone, che vede lontano; dall’altra, lo sguardo dei servi, che vedono il problema. Ai servi sta a cuore un campo senza erbacce, al padrone il buon grano. Il Signore ci invita ad assumere il suo stesso sguardo, quello che si fissa sul buon grano, che sa custodirlo anche tra le erbacce. Non collabora bene con Dio chi si mette a caccia dei limiti e dei difetti degli altri, ma piuttosto chi sa riconoscere il bene che cresce silenziosamente nel campo della Chiesa e della storia, coltivandolo fino alla maturazione. E allora sarà Dio, e solo Lui, a premiare i buoni e punire i malvagi. La Vergine Maria ci aiuti a comprendere e imitare la pazienza di Dio, il quale vuole che nessuno si perda dei suoi figli, che Egli ama con amore di Padre”.

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