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  • » 03/01/2017, 14.40

    CINA

    “Abbiamo testimoni; abbiamo fede”: il nuovo anno degli avvocati cinesi per i diritti umani



    A causa di una demolizione forzata, il giovane Fan Huapei (范华培), del Zhengzhou ha ucciso tre persone prima di essere ferito a morte. Questo è il livello di disperazione provato da chi è stato all’università. La polizia lo ha ucciso nonostante potesse catturarlo vivo. Al suo funerale, le altre vittime che sono state ferite e umiliate nello stesso modo hanno avuto rispetto per lui. Questo dovrebbe far riflettere.

    Hong Kong (AsiaNews) – Le violazioni dei diritti umani e “la povertà nascosta che sta dietro l'immagine luminosa e ordinata della nazione” sono denunciate in un documento col quale il Chinese human rights lawyers group si congeda dal 2016 e saluta il 2017.

    Di seguito i principali episodi riferiti. Traduzione a cura di AsiaNews.

    A causa di una demolizione forzata, il giovane Jia Jinglong (贾敬龙) ha ucciso il funzionario responsabile del villaggio con una pistola sparachiodi. Jia è stato giustiziato nel 2016. Prima della sua morte, ha detto al suo avvocato e alla sua famiglia di voler donare i suoi organi e si è lasciato dietro un sentito poema d’addio al mondo. Aveva un cuore gentile. Se non si fosse trattato di una questione di stabilità sociale e sicurezza politica, gli sarebbe stata risparmiata la vita dal momento che aveva cercato più volte di risolvere la disputa.  Si sarebbe consegnato di proposito.

    Abbiamo visto le città soffocate da un inquinamento ambientale in crescita e senza fine; abbiamo visto cibo contaminato e vaccini avvelenati; abbiamo visto come la soppressione della società colpisce gli uni e gli altri, e aumenta i crimini violenti. Abbiamo visto la morte di Lei Yang (雷洋) e l’oltraggio dell’opinione pubblica che ne è seguito, le miti punizioni comminate ai funzionari di polizia e i suoi crescenti abusi di potere. Abbiamo visto il declino economico e la svalutazione della moneta. Abbiamo visto il profondo senso di insicurezza che attanaglia il ceto medio.

    Per gli avvocati per i diritti umani, il 2016 è stato un anno di ansia, terrore e perseveranza.

    Nel 2016 – come nel 2015 – i difensori cinesi per i diritti umani hanno continuato a patire molto. La società civile è stata saccheggiata, i cittadini attivisti e dissidenti intellettuali sono stati imprigionati uno per uno, alcuni sono spariti per settimane prima che si potessero avere notizie della loro detenzione. Altri sono tenuti ancora in isolamento. In una successione ininterrotta, amici e parenti hanno affisso avvisi di “persone scomparse” – scomparse con la forza. Esse includono: la coppia Ge Jueping (戈觉平) e Luo Guoying (陆国英), Gu Yimin (顾义民), Hu Cheng (胡诚), Wang Wanping (王婉平), Chen Zongyao (陈宗瑶), Sun Cun (孙林), Deng Hongcheng (邓洪成), Xiao Bing (肖兵), Wang Jianhua (王建华), Li Nanhai (李南海), Ding Yan (丁岩), Wang Jun (王军), Deng Jianfeng (邓剑峰, released just recently), Ma Zhiquan (马志权), Wang Wei (王威), Dong Lingpeng (董凌鹏), Song Liqian (宋立前), Huang Anyang (黄安阳), Huang Qi (黄琦), Pu Fei (蒲飞, recently released), Liu Feiyue (刘飞跃), Xiong Feiling (熊飞骏), Wang Fei (王飞, a.k.a. Hai Di [海底]), e una lunga lista di altre persone. Questi difensori dei diritti umani sono stati accusati di crimini contro la sicurezza e messi sotto sorveglianza restrittiva in località prestabilite senza avere accesso ad avvocati o a forme di comunicazione. Sono state costrette all’isolamento, impotenti, per ottenere confessioni. Questo tipo di punizione è stato utilizzato più e più volto contro avvocati per i diritti umani in “709 casi”.

    Dopo un anno passato in isolamento e molta preparazione dalle autorità, Hu Shigen (胡石根), Zhou Shifeng(周世锋) e altri due sono stati trascinati davanti a una corte per un processo farsa. Ognuno di loro si è dichiarato colpevole, si è pentito e non ha chiesto l’appello. La difesa, invece di presentare proteste ha mostrato molta sintonia con i procuratori.

    In quanto alla condanna a 10 anni di prigione di Chen Shuqing(陈树庆) e Lü Gengsong (吕耿松), del Partito democratico del Zhejiang – essa è diventata ancora una volta il simbolo di come l’organizzazione e le riunioni indipendenti siano del tutto proibite, e coloro che ne sono accusati possono essere imputati più e più volte per lo stesso “reato”.

    La detenzione segreta dell’avvocato per i diritti umani Jiang Tianyong (江天勇) alla fine dell’anno è stata una continuazione e uno sviluppo dei 709 arresti. Tutti conoscono la ragione dell’arresto: tagliare il sostegno alle famiglie dei 709 avvocati detenuti e vanificare gli sforzi di salvarli. In questo modo saranno costretti a fronteggiare il sistema, con la speranza delle autorità che essi si rassegnino e cessino di protestare in nome dei propri cari. Il caso di Jiang è un chiaro avvertimento delle difficoltà e dell’urgenza che gli avvocati cinesi per i diritti umani affrontano.

    Durante l’anno, abbiamo visto il progressivo risveglio e la crescente consapevolezza dei diritti in Cina. Uomini e donne sono scesi in strada per difendere le proprie case, hanno firmato petizioni, rappresentato Lei Yang e Jia Jinglong di persona o su internet.

    Dopo 17 anni di perseveranza, gli avvocati sono riusciti ad incontrare Xie Yang (谢阳) e Wu Gan(吴淦). I due non si sono mai arresi, né hanno taciuto la crudeltà della prigionia bensì hanno mostrato di nuovo la forza del loro impegno da dentro la cella. Queste persone, che l’elite culturale cinese vede come mele marce della società, sono in realtà modelli di tenacia, coraggio e fonte d’ispirazione.

    Nel frattempo, anche le mogli degli avvocati perseguitati hanno mostrato coraggio, saggezza e determinazione nell’aiutarsi a vicenda. Fra queste citiamo Wang Qiaoling (王峭岭), Li Wenzu (李文足), Chen Guiqiu (陈桂秋), Yuan Shanshan (原珊珊), Liu Ermin (刘二敏), Fan Lili (樊丽丽) ed altre. Sono state minacciate, intimidite, percosse, imprigionate ma non si sono fermate. I loro sforzi hanno dato ampia visibilità ai casi dei loro mariti. Esse sono tenere, ma non deboli. Hanno versato lacrime parlando della prigionia dei mariti, ma non hanno mai mostrato debolezza verso le autorità o supplicato per la falsa clemenza. Per esse, i loro mariti sono eroi, non criminali. Sono un gruppo di donne straordinarie che hanno difeso i diritti contro aspre avversità a modo loro.

    Non c’è esagerazione nel dire che ogni volta che ci sono abusi dei diritti umani in Cina, lì si lotta per difenderli: a Suzhou, Wuxi, Chengdu, Wenzhou, Fuzhou, Guangzhou, Shenzhen…

    Perché noi siamo nati testimoni, abbiamo ragione di credere che in questo anno nuovo, gli avvocati cinesi per i diritti umani, determinati e idealisti, faranno il possibile per portare luce e speranza sulla cortina di ferro che il regime continua a calare. Crediamo che la natura umana brami la libertà e che essa non si fermi a causa della volontà di qualche tiranno. Arriverà il giorno in cui i diritti umani saranno  considerati e rispettati e gli avvocati che li difendono avranno una libera e vasta opportunità di seguire la loro vocazione.

    Con il progressivo avanzare di internet e il crescente impatto dei duri problemi sociali in Cina sulla vita di ognuno, l’ideologia e la dottrina predicata dal Partito avranno sempre meno presa. Chiunque abbia visto i propri diritti o interessi compromessi è un potenziale alleato.

    Nel 2017, lasciateci obbedire alla chiamata proveniente dal nostro cuore. Lasciateci continuare a combattere fra spine e rovi per portare a termine il nostro lavoro. In questa era di grande cambiamento, lasciateci porre ancora più pietre miliari per sostenere il miglioramento dei diritti umani in Cina.

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