04/04/2005, 00.00
Cina – Vaticano
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A Pechino condoglianze per il papa e nuovi arresti di vescovi e preti

Roma (AsiaNews) – Mentre augurava una buona guarigione al papa e si apprestava a esprimere le sue condoglianze per la morte di Giovanni Paolo II, il governo cinese ha lanciato una nuova ondata di arresti fra i cattolici sotterranei. Proprio ieri il portavoce del Ministero degli esteri Liu Jianchao, con una dichiarazione all’agenzia Xuinhua, ha espresso condoglianze per la morte del Papa. Egli ha anche riaffermato le condizioni politiche per la ripresa dei rapporti col Vaticano: interrompere le relazioni con Taiwan e non interferire negli affari religiosi interni della Cina.

Il governo permette libertà di culto solo in luoghi e con personale registrato presso l’Ufficio statale per gli Affari religiosi, nella cosiddetta "Chiesa ufficiale". La Chiesa non ufficiale o sotterranea è considerata illegale.

Quasi a conferma di questa gestione interna della vita della chiesa, il 1 aprile p. Wang Jinling di Zhangjiakou (Hebei) è stato portato via dalla polizia; il 31 marzo è stato arrestato mons. Yao Liang, vescovo ausiliare di Xiwanzi (Hebei). Il governo cinese ha anche aumentato la sorveglianza verso altri vescovi sotterranei, fra cui mons. Hao Jingli, vescovo di Xiwanzi e mons. Giulio Jiazhiguo, vescovo di Zhengding. Il 2 aprile il Vaticano aveva denunciato ancora arresti e detenzioni immotivate.

Anche queste ultime, rese note dalla Kung Foundation, sono immotivate. Gli arrestati sono tutti molto anziani, oltre gli 80 anni e tutti appartengono alla Chiesa sotterranea, che rifiuta il controllo statale sulla comunità cristiana e non vuole aderire all’Associazione patriottica, l’organismo di controllo del partito comunista, che da quasi 50 anni tenta di impiantare una Chiesa indipendente da Roma.

L’acuirsi degli arresti e controlli sembra causato dal timore del governo che la morte del papa – ritenuta imminente giorni fa – possa portare a gesti di sfida verso Pechino riguardo alla libertà religiosa.

Ieri intanto l’Associazione patriottica ha inviato un messaggio a tutti i segretari della Cina perché nelle chiese si programmino messe per il papa defunto.

Oggi a Pechino, in tutte e 4 le chiese della città sono state celebrate le messe da requiem. In tutte le chiese, vicino all’altare vi sono foto del papa e fiori. Da tempo il governo permette di pregare per il papa, ma non ammette che il Vaticano possa nominare i vescovi cinesi.

La notizia della morte del papa si è diffusa anche nella Chiesa sotterranea. In molte case si prega e si digiuna per il riposo eterno di Giovanni Paolo II. Un sacerdote ha detto che "il papa conosceva il comunismo e ci ha sempre aiutato e incoraggiato nel vivere la fede ed avere coraggio nella persecuzione".

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