14/03/2006, 00.00
turchia
Invia ad un amico

Aggredisce frate in Turchia, per i Tg accusa la chiesa di far prostituire i giovani

"Trascurato" il fatto che il ragazzo, con un lungo coltello, ha minacciato due frati e i giovani che preparano la recita della Passione, rotto una porta e rubato un cellulare. Fermato e subito rilasciato dalla polizia.

Mersin (AsiaNews) – Sembra una vera campagna mediatica quella in atto contro la Chiesa cattolica in Turchia. Ne è conferma il modo col quale è stata raccontata l'aggressione, per fortuna senza conseguenze, subita dai ragazzi e dai frati della parrocchia di Mersin da parte di un giovane armato di un lungo coltello."Alcuni telegiornali – ha scritto ad AsiaNews padre Hanri Leylek, uno dei frati della parrocchia – hanno detto che 'Il ragazzo che si era introdotto nella chiesa cattolica accusa la chiesa di far prostituire i ragazzi con le ragazze che vengono in chiesa' come se fosse la notizia principale", tralasciando, cioè, l'aggressione.

Invece, "l'11 marzo – racconta padre Leylek - verso le ore 19.00, mentre stavamo organizzando le prove del teatro della Passione di Cristo nel Convento della parrocchia, un giovane di circa 22 anni che si era mescolato ai ragazzi della parrocchia, si è introdotto con spintoni nel convento. C'erano circa 25 ragazzi di età tra 15 e 19 anni. Uno dei ragazzi della parrocchia mi ha chiamato dicendomi che c'era uno sconosciuto che creava problemi e voleva parlare con un prete. Io sono uscito dalla camera e ho cominciato a parlare con lui; visto che stava dicendo delle cose sconnesse e delle minacce l'ho invitato di uscire fuori, lui ha rifiutato e ha cominciato a minacciare ancora di più e a dire delle parolocce. Il tutto svolgeva nel corridoio del convento, dove erano nel frattempo radunati anche i ragazzi. A questo punto ho deciso di telefonare alla polizia. Il telefono si trova nella cabina del corridoio. Ho preso il telefono e ho fatto il numero della polizia. All'improvviso ho visto i ragazzi scappare ognuno da una parte e questo tizio venuto in cabina telefonica con in mano una specie di scimitarra (un coltello lungo 80-90 cm. per tagliare il doner kebap turco) che aveva nascosto dietro la schiena e ha cominciato a minacciarmi con questo coltello".

"Ho messo il telefono giù – continua il racconto di padre Leylek - e cercato di calmarlo. Se avesse voluto comunque poteva farmi del male. Ho potuto uscire dalla cabina. Nel frattempo era venuto nel corridoio anche padre Roberto. Questo volta il ragazzo si è diretto verso padre Roberto minacciandolo con il coltello in mano. Ho potuto uscire e andare alla stazione della polizia vicino alla chiesa. Anche padre Roberto ha cercato di tenerlo calmo. Questa volta il ragazzo si è diretto verso il salone dove erano scappati i ragazzi. Ha rotto il vetro della porta con il lungo coltello aprendo la porta e ha cominciato a frugare le giacche dei ragazzi portando con sé un cellulare. I ragazzi, abbandonato il salone si erano rinchiusi in diverse camere e nei bagni. Il ragazzo continuava a gridare e a minacciare. In meno di cinque minuti ero ritornato in convento con 3-4 poliziotti. I quali hanno incontrato il ragazzo sulle scale del convento. Il ragazzo ha minacciato anche i poliziotti i quali hanno cercato di parlare con lui per calmarlo. Nel frattempo erano sopraggiunti i giornalisti e una decina di poliziotti. Le trattative sono durate circa un quarto d'ora. Alla fine il ragazzo si è arreso alla polizia".

"Questo è il secondo attacco verso la nostra parrocchia di Mersin. Il primo era due mesi fa verso le quattro del mattino. Sempre un giovane, alto e robusto aveva rotto con dei calci le due porte del convento entrando dentro. Anche lui voleva parlare con un prete. Comunque non aveva armi ed era molto calmo. Noi eravamo usciti alle urla del ragazzo. Due di noi hanno cominciato a parlare con lui ed io sono andato a chiamare la polizia che l'ha preso senza opporre resistenza. Il ragazzo aveva anche bruciato dei libri che c'erano nel nostro Ufficio d'informazione della parrocchia".

"La notizia è stata data sui telegiornali come un fatto di cronaca: 'Un ladro è entrato nella chiesa cattolica per rubare, ma quando ha incontrato il prete l'ha minacciato con un coltello. Poi il tutto è terminato con l'arrivo della polizia'. Su altri telegiornali invece 'Il ragazzo che si era introdotto nella chiesa cattolica accusa la chiesa di far prostituire i ragazzi con le ragazze che vengono in chiesa (dando queste notizie la televisione facevano vedere le immagini dei ragazzi e delle ragazze che erano venuti per le prove del teatro). Come fosse la notizia principale".

"Poco fa – l'inattesa conclusione - abbiamo saputo che il ragazzo è lasciato libero, perchè non esiste un fatto per tenerlo in prigione". "Noi, come Chiesa cattolica abbiamo organizzato per oggi una conferenza stampa, invitando giornalisti locali e nazionali".

Il racconto di padre Leylek conferma che in Turchia c'è chi cerca di insinuare nella gente l'idea che la Chiesa sta "convertendo" i turchi e crea un pericolo. Così, a meno di un mese dall'uccisione di don Andrea Santoro, il 28 febbraio, il quotidiano nazionale Vatan scriveva che don Andrea distribuiva dollari per invitare i giovani in chiesa. E altri giornali nazionali continuano a parlare dei missionari e del loro proselitismo, della distribuzione di soldi e tante altre illazioni senza mai specificare l'identità degli interessati. Un atteggiamento dietro al quale qualcuno ha anche visto una lotta politica del fondamentalismo religioso contro l'attuale governo turco ed il suo impegno per portare la Turchia in Europa.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Al grido "riusciremo ad ammazzarvi tutti", sacerdote aggredito a Smirne
09/02/2006
A un anno dalla sua uccisione, don Santoro sarà ricordato da una Trabzon che cerca di cambiare
03/02/2007
Nunzio ad Ankara: Don Andrea Santoro, un martire del terzo millennio
05/02/2006
Ha un volto il killer di don Andrea Santoro
06/02/2006
Ucciso un sacerdote italiano a Trebisonda
05/02/2006