21/02/2020, 08.58
IRAQ - IRAN
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Allarme coronavirus: Baghdad chiude i collegamenti con l’Iran

Il provvedimento segue la notizia delle prime due vittime registrate nella Repubblica islamica. Si tratta di una coppia di anziani di Qom, con problemi pregressi di natura immunitaria. Anche la Iraqi Airways ha sospeso tutti i collegamenti aerei con il Paese. Il divieto di ingresso in vigore “fino a nuovo ordine”.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - Baghdad ha bloccato l’ingresso nel Paese alle persone di nazionalità iraniana o provenienti dal territorio, per il timore di diffusione dell’epidemia da coronavirus che ieri ha fatto registrare le prime due vittime nella Repubblica islamica. La decisione, giunta ieri, segue un provvedimento preso in precedenza dalla Iraqi Airways che ha sospeso tutti i collegamenti aerei dall’Iran.  

Il 19 febbraio scorso due iraniani, risultati in precedenza positivi al test, sono deceduti a causa del coronavirus di Wuhan (Covid-19) diventando le prime vittime accertate in Medio oriente. Si tratta di una coppia di anziani della città santa di Qom, a sud di Teheran, , con alle spalle problemi di natura immunitaria. Secondo quanto riferisce il ministero iraniano della Sanità, altri tre risultano contagiati in base ai tamponi effettuati ieri, portando il numero complessivo di casi accertati nella Repubblica islamica a cinque. 

Il giorno stesso in cui si sono registrate le due vittime in Iran, il ministro Yassine al-Yasseri aveva annunciato una esenzione ai visti per gli ingressi dall’Iran. In risposta, diversi internauti in Iraq avevano lanciato l’hashtag “chiudete la frontiera”; tre province del sud (Missane, Wassit et Bassora), che condividono centinaia di km di confine con la Repubblica islamica, si sono appellate al governo di Baghdad per la chiusura dei confini. 

Ieri al-Yasseri è tornato sulla propria decisione e il dicastero ha disposto il divieto di ingresso “fino a nuovo ordine” per le persone provenienti dall’Iran. I posti di frontiera resteranno chiusi; il passaggio è consentito solo agli irakeni che tornano nel Paese. Al rientro, le persone saranno esaminate e, secondo i casi, soggette “a una quarantena di 14 giorni”. 

Ogni anno milioni di pellegrini iraniani visitano i luoghi santi sciiti dell’Iraq. Un turismo religioso che è diventata una fonte di reddito essenziale per il Paese. A inizio febbraio Baghdad ha disposto il divieto di ingresso di tutte le persone straniere provenienti dalla Cina nel timore di una diffusione del nuovo coronavirus. Sul territorio operano diverse compagnie petrolifere cinesi e, nell’ultimo periodo, le due nazioni hanno rafforzato ancor più i rapporti bilaterali. 

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