16/06/2009, 00.00
IRAN
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Almeno 7 persone uccise nelle manifestazioni di Teheran

Altre fonti dicono che i morti sono 12. La radio di Stato accusa violenze da parte dei sostenitori di Moussavi. Il Consiglio dei Guardiani, che deve rivedere le elezioni, ha definito “provvisori” i risultati pubblicati finora, con la vittoria di Ahmadinejad. Preoccupazione di Ban Ki-moon. Ahmadinejad è partito per la Russia, in ritardo di un giorno rispetto al programma.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) – Almeno sette persone sono state uccise nella tarda giornata di ieri durante le proteste organizzate contro la rielezione di Ahmadinejad. La radio iraniana di stato parla della morte di 7 persone dopo un attacco a un’auto militare, ma altre fonti parlano di 12 uccisi.

Intanto il Consiglio dei Guardiani, preposto alla revisione delle elezioni, ha definito “provvisori” i risultati che stabiliscono la vittoria di Ahmadinejad. L’opposizione guidata da Hossein Moussavi aveva chiesto al supremo leader Ali Khamenei di rivedere la conta dei voti, accusando di frode gli avversari. Tre giorni fa lo stesso Khamenei aveva annunciato la vittoria di Ahmadinejad come un “decreto divino”.

Ma l’accusa di frode ha scatenato proteste fra gli studenti fino alla massiccia manifestazione di ieri, quando centinaia di migliaia di persone hanno invaso in modo pacifico le strade di Teheran accusando Ahmadinejad e esigendo la proclamazione del vero presidente, Hossein Moussavi. La manifestazione era stata proibita dal ministero degli interni. Ad essa hanno partecipato pure Moussavi e Kharrubi, entrambi candidati apparentemente sconfitti alle presidenziali. Moussavi ha parlato alla folla per la prima volta dalle elezioni.

Ieri sera Ban Ki-moon, segretario generale Onu ha espresso preoccupazione verso i risultati elettorali iraniani. “Quando vi sono elezioni – ha detto – la genuina volontà del popolo dovrebbe essere accolta e rispettata nella maniera più trasparente, onesta e obbiettiva”.

Anche il presidente Usa Barack Obama ha detto di essere “profondamente turbato” dalle violenze seguite al risultato elettorale a Teheran. “Il processo democratico, la libertà di parola, il diritto del popolo a [esprimere] pacifico dissenso – ha detto – tutti questi sono valori universali che devono essere rispettati”.

Intanto, il presidente Ahadinejad è partito oggi per Yekaterinburg (Russia), per partecipare al summit dei Paesi della Shanghai Cooperation Organization (Sco), in cui l’Iran ha ruolo di osservatore. Il suo volo era programmato per ieri. Nelle interviste ai giornalisti non ha parlato delle manifestazioni in atto a Teheran contro la sua rielezione. In precedenza egli aveva definito le manifestazioni simile a quelle che fanno i tifosi dopo una sconfitta al pallone della loro squadra del cuore.

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