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» 20/10/2006 11:04
IRAQ
Appello di religiosi sciiti e sunniti per fermare la strage irachena

Elaborato per iniziativa dell'Organizzazione della Conferenza islamica, il "Documento della Mecca", che ha anche il sostegno di Al Sistani, Al- Maliki e Al Sadr, sarà lanciato in tutte le moschee, ma ci sono dubbi sull'effetto che potrà avere nella realtà irachena.



Baghdad (AsiaNews) - Un appello solenne, lanciato, dalla Mecca nel sacro mese di Ramadan e firmato insieme da esponenti religiosi sunniti e sciiti per ricordare ai musulmani la prescrizione del Corano di non versare sangue islamico. Viene descritto così il "Documento della Mecca" approvato ieri sera nella città santa dell'islam, col quale una cinquantina di leader religiosi, soprattutto iracheni, cercano di fermare la strage in atto in Iraq e che oggi dovrebbe essere lanciato in tutte le moschee del mondo, in occasione della preghiera del venerdì.

Il documento, del quale ancora non è stato diffuso l'intero testo, è stato elaborato nel corso di un incontro promosso dall'Organizzazione della Conferenza islamica (OIC) e sarebbe stato visto e approvato da personalità come l'ayatollah Al Sistani, massima autorità religiosa sciita iracheno, dal primo ministro Nuri Al-Maliki, sunnita, e dal religioso "militante" Moqtada Al Sadr.

Secondo fonti giornalistiche, il Documento della Mecca" è articolato in 10 punti, in cui tra l'altro si invitano i musulmani dell'Iraq "all'unità nazionale per il bene del Paese".  L'appello giunge al termine di un incontro tra gli esponenti religiosi, svoltosi nel palazzo reale della Mecca, sotto gli auspici dei 57 Paesi membri dell'OIC e in particolare dell'Arabia Saudita, attenta alla crescita dell'Iran sciita, preoccupata per la situazione dei sunniti iracheni e timorosa di un possibile contagio terroristico.

L'incontro, ha spiegato Mahdi Fathallah, direttore degli affari politici dell'OIC, "non è una conferenza, un simposio, un dibattito o un modo di negoziare. È semplicemente un incontro tra ulema di entrambe le comunità, che si sono incontrati per sottolineare l'importanza dell'unità ed aiutare a fermare lo spargimento di sangue islamico". Fathallah si mostra ottimista sugli effetti che l'appello potrà avere: "scritto nella città santa della Mecca e nel sacro mese del Ramadan, costituisce un richiamo per tutti i musulmani. Vuole chiarire i loro doveri di fronte al conflitto e ricordare ai musulmani, e specialmente agli iracheni, la legge di Allah".

L'attenzione con la quale i lavori sono stati seguiti soprattutto dalla stampa irachena è un segnale delle aspettative che la popolazione ripone nell'efficacia dell'appello, ma, sostiene il saudita Arab News, "gli analisti dubitano che possa avere un impatto positivo".

 


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