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» 04/12/2007
CINA
Arcivescovo di Guangzhou: “Combattere la minaccia del materialismo”
Mons. Joseph Gan Junqiu, nuovo arcivescovo della metropoli meridionale, parla ad AsiaNews della sua diocesi “vivace, ma con grandi sfide davanti a sé”. La minaccia della “corsa al denaro, che lascia nella popolazione un vuoto di valori preoccupante”.

Guangzhou (AsiaNews) – Una diocesi grande con fedeli impegnati, una comunità vivace ma con grandi sfide davanti: dalla carenza di vocazioni al dilagante materialismo che attanaglia giovani e adulti. È il ritratto di Guangzhou tracciato dal suo neo arcivescovo, mons. Joseph Gan Junqiu. In un’intervista ad AsiaNews il presule, ordinato stamattina nella famosa “Casa di Pietra”, la grande cattedrale del Sacro Cuore, al centro della città.
 
Mons. Gan è stato eletto arcivescovo nel novembre del 2006. Subito dopo la sua elezione, ha ricevuto e comunicato ai fedeli del posto l’approvazione della Santa Sede. A causa dell’ostruzionismo dell’Associazione Patriottica, che non ha gradito questa pubblica dichiarazione di fedeltà al Papa, la sua ordinazione è rimasta bloccata fino ad oggi.
 
Eccellenza, che tipo di diocesi è Guangzhou?
La diocesi di Guangzhou è molto grande: 40mila fedeli, solo in città sono circa 15mila. Abbiamo tre seminaristi e tre preti che studiano teologia, più alcune suore, che aiutano nelle parrocchie. Qui in città siamo io e il parroco. Al momento abbiamo poche vocazioni, soprattutto maschili, e la maggior parte di religiosi e religiose viene da fuori.
Dal 1999 ad oggi abbiamo registrato circa 100 battesimi l’anno. I catecumeni aumentano, soprattutto da quando - lo scorso febbraio - è stata riaperta al pubblico la cattedrale dopo i lavori di restauro. Molti arrivano spinti inizialmente solo da curiosità per l’edificio, poi si fermano.
La comunità è molto variegata, con una forte presenza di stranieri, soprattutto nigeriani e filippini.
Ogni domenica abbiamo sei messe, in diversi orari a seconda della lingua: mandarino, coreano, cantonese, inglese.
 
Può darci un ritratto della comunità? 
Circa l’80 per cento della comunità è rappresentato da persone di età media e giovani. In molti sono studenti universitari; in alcune facoltà ci sono sacerdoti, che insegnano inglese e contribuiscono a far conoscere la Chiesa. Nei primi anni ’80, con la ripresa della vita religiosa, in chiesa venivano numerosi migranti dalle campagne. Ma oggi abbiamo un gran bisogno di cristiani che testimonino la fede, che facciano formazione. La comunità è comunque vivace: ad esempio, abbiamo adolescenti e giovani fino ai 30 anni, che formano gruppi di aiuto per l’assistenza agli anziani.
Ma ci sono anche giovani imprenditori, che fanno volontariato e uno di loro mi ha molto impressionato quando ho saputo che nella sua azienda parla del Vangelo agli impiegati. Ogni estate, poi, in tutte le parrocchie organizziamo un periodo di preparazione ai sacramenti per i ragazzi.
 
Quali le sfide maggiori in questo momento?
La secolarizzazione ed il materialismo sono le sfide più grandi: Guangzhou è la capitale della provincia più ricca della Cina, il Guangdong. La corsa al denaro a tutti i costi è visibile nella vita e nei comportamenti di tutti i giorni. Ma alla fine, soprattutto i giovani, sentono il vuoto della società e cercano valori positivi. Gli stessi quadri del Partito riconosco che c’è una carenza di valori e di spiritualità.

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