01/06/2011, 00.00
SIRIA
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Assad concede un’amnistia, ma le forze di sicurezza continuano a uccidere

Perdono generalizzato per tutti i crimini commessi entro il 31 maggio. Intanto altri tre civili perdono la vita a Rastan e a Daraa. “Troppo poco, troppo tardi” è il commento degli oppositori alla mossa del regime. Gli Usa: la posizione di Assad “diventa meno difendibile” di giorno in giorno.

Damasco (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente siriano Bashar al-Assad ha emanato un’amnistia generale nei confronti delle persone accusate di aver manifestato contro il regime. I mezzi di informazione statali hanno diffuso ripetutamente la notizia. Il governo avrebbe anche offerto alcune concessioni politiche, che l’opposizione però giudica come largamente “cosmetiche". Questa mossa del governo viene dopo mesi di proteste contro il regime di Assad, che hanno portato all’uccisione di più di 1000 oppositori, e all’incarcerazione di oltre 10mila, secondo le organizzazioni per i diritti umani. L’amnistia si estende anche ai membri dei “Fratelli musulmani”, un’organizzazione fuorilegge in Siria.

“Il presidente Assad concede un perdono generale per i crimini commessi prima del 31 maggio. Il perdono include tutti coloro che appartengono a movimenti politici, compresi i Fratelli musulmani”, afferma il testo del comunicato. L’annuncio è giunto nel momento in cui si diffondeva la notizia della morte di tre persone in scontri fra manifestanti e le forze della sicurezza. Un civile è morto a Rastan, e altri due a Daraa, nel sud del Paese, epicentro della protesta. Le forze di sicurezza sono intervenuti usando i carri armati sia a Rastan, che a Talbisa, una città nel centro della Siria.

Attivisti siriani, riuniti per una conferenza ad Antalya, in Turchia hanno commentato la mossa del governo come “troppo poco, troppo tardi”. “Queste misure sono insufficienti” ha dichiarato Abdel Razak Eid, un’attivista del gruppo della “Dichiarazione di Damasco”. Un altro attivista ha giudicato che la concessione dell’amnistia rivela la debolezza del regime. Il segretario di Stato americano ha commentato che la posizione di Assad “diventa meno difendibile”  di giorno in giorno. “Le richieste di un cambiamento da parte del popolo siriano diventano sempre più forti”, e il presidente Assad “non si è impegnato seriamente in nessun tipo di sforzo di riforma”.

 

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