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  • » 06/04/2007, 00.00

    INDIA

    Bambini venduti come schiavi, costano meno degli animali



    La grande povertà, la mancanza di educazione sono alcune delle cause che generano il triste fenomeno del traffico dei minori in India. Finiscono a lavorare come braccianti o camerieri o nel mercato del sesso.

    New Delhi (AsiaNews) – Il traffico dei bambini è una piaga che colpisce i villaggi più poveri dell’India. Martedì 3 aprile un attivista ha voluto denunciare questo traffico di minori che rappresenta circa il 40/50% dell’intero traffico di persone. I bambini – pagati meno degli animali - una volta venduti dalle loro famiglie finiscono per lavorare come braccianti nell’industria dei tappeti, nelle fattorie, come domestici o fatti entrare nel mercato del sesso.

    Bhuvan Ribhu del Bachpan Bachao Andolan (movimento per l’infanzia) ha riferito all’agenzia Reuters: “I bambini vengono comprati come i buoi, ma mentre questi animali vengono pagati oltre 15mila rupie, il prezzo dei bambini varia tra le 500 e l 2mila rupie”.

    “Ad esempio – continua Ribhu -  recentemente due fratelli del Bihar sono stati venduti dai loro genitori a 250 rupie (6 dollari) l’uno e portati fuori dal Paese con la connivenza della polizia. Il rapporto tra polizia e trafficanti di bambini è così forte in alcune zone che questi ultimi prendono i bambini liberati dai bordelli o dalla schiavitù per renderli tranquillamente loro vittime”.

    Il Deccan Herald News Service dice che, negli ultimi sei mesi, almeno due coppie hanno dato via i loro figli appena nati. Le famiglie non riescono a sfamare i figli e li vendono: così si giustificano i genitori dei bambini vittime del traffico.

    Una coppia di manovali, Ramaswamy (38 anni) e Sakkibai (26), che ha tre figlie – di 2, 4 e 15 anni - ha venduto la loro figlia maggiore a un dottore di Bangalore. Queste le parole del padre: “Con il mio lavoro guadagno intorno alle 30/40 rupie, come posso mantenere una famiglia di 5 persone?”

    “Non abbiamo una casa in cui stare e abbiamo già due figli” così dicono Geetabai e suo marito Pandunayaka di Devaradoddi che l’anno scorso hanno venduto il loro figlio di due mesi.

    A R Govindaswamy del Banjara (Lambani) Students Fed di Karnataka dice: “La povertà, la superstizione, la mancanza di educazione, strade ed elettricità hanno a lungo segnato le tribù indiane. La cosa peggiore è che i progetti per migliorare queste tribù vengono fermati dalle politiche locali”. (NC)

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