19/04/2012, 00.00
SIRIA - ONU
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Ban Ki-moon: Occorrono 300 osservatori Onu in Siria. La violenza continua

Gli osservatori lavoreranno per tre mesi. Per il segretario Onu vi sono "possibilità di progresso" perché vi sono meno violenze. Ma attacchi e scontri con l'esercito continuano a Deir Ezzor, Homs, Idlib, Aleppo.

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha raccomandato al Consiglio di sicurezza di autorizzare una missione di 300 osservatori per la verifica del cessate-il-fuoco. Intanto vi sono notizie di scontri e uccisioni a Deir Ezzor, Homs, Idlib e Aleppo.

In una lettera al Consiglio di sicurezza, Ban Ki-moon chiede lo spiegamento di 300 osservatori che vigilino sulla situazione per almeno tre mesi. Nei giorni scorsi erano arrivati i primi sei osservatori e si sono registrate anche molte violazioni al cessate-il-fuoco accettato da governo e opposizione.

Nella lettera Ban afferma che "vi sono possibilità di progresso" per la tregua lanciata dal 12 aprile scorso, ma è anche evidente che la cessazione delle ostilità "è incompleta". In ogni caso egli sottolinea che dal giorno in cui la tregua è stata varata,  il livello delle violenze è diminuito, come pure le vittime.

Ban parla di violenze "armate in tutte le forme" - intendendo anche quelle dei ribelli, ma cita esplicitamente la Siria, che "non ha ancora osservato tutti i suoi obblighi". E riafferma che Damasco deve rispettare le promesse di ritirare le sue truppe e le sue armi pesanti dalle città ribelli e facilitare la missione degli osservatori lasciando loro piena libertà di circolazione e comunicazione.

Ieri, secondo alcune testimonianze, la Siria ha impedito ai primi osservatori Onu di recarsi a Homs, la città che per oltre un mese ha subito i bombardamenti dell'esercito.  Il governo ha motivato la scelta con ragioni di sicurezza.

Giungono intanto notizie che a Deir Ezzor l'esercito ha sferrato un altro attacco quest'oggi in cui un civile è morto. Ieri, secondo l'Osservatorio dei diritti umani in Siria, vicino all'opposizione, vi sono stati altri 30 morti.

Alcune ong affermano che 16 civili sono stati uccisi nella provincia di Homs e altri sei nella zona di Idlib. Nella stessa area sono stati uccisi sette militari regolari; due ad Aleppo e un ufficiale a Douma, vicino a Damasco.

Secondo fonti di AsiaNews in Siria, affermano che "il piano di pace di Annan è già fallito... nessuna delle due parti vuole fermare le violenze. La guerra durerà a lungo" (v.: 17/04/2012 Damasco, ribelli e regime violano il cessate il fuoco. Fallisce il piano di Kofi Annan).

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