26/09/2017, 08.58
BANGLADESH
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Bandarban, il card. Patrick D’Rozario visita i campi profughi dei Rohingya (Foto)

di Sumon Corraya

L’arcivescono di Dhaka si è recato a Tumbro e Ghumdhum. Ha ascoltato le storie di violenze e miseria. Il porporato lancia un appello ai leader mondiali. La Chiesa cattolica ha raccolto un milione di taka (10.200 euro) per l’emergenza.

Bandarban (AsiaNews) – Il card. Patrick D’Rozario, la massima autorità ecclesiale del Bangladesh, ha visitato due campi profughi dei Rohingya nel distretto di Bandarban. Qui hanno trovato rifugio migliaia di musulmani scappati dal vicino Myanmar. Rivolgendosi a loro, ha detto: “Il primo ministro del Bangladesh, Sheikh Hasina, è con voi. Le persone caritatevoli sono con voi. Preghiamo Dio Onnipotente affinchè risolva la vostra crisi”.

La visita conferma la vicinanza del porporato alla popolazione martoriata da violenze perpetrate da entrambe le parti – esercito e militanti dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) – già espressa in una recente lettera-appello.

L’arcivescovo di Dhaka si è recato nelle località di Tumbro e Ghumdhum, dove ha ascoltato le storie di persecuzione di diversi sfollati, molti dei quali anziani e malati. Una di loro è Sona Mehen, 65 anni, che ha raccontato: “L’esercito del Myanmar ha bruciato la mia casa. I militari hanno ucciso mio figlio. Io sono molto anziana e non posso camminare”. Il cardinale ha accarezzato le mani di molte persone e si è commosso in più occasioni davanti alla loro miseria. Come quando ha incontrato Nur Mahammad, di appena otto anni, che gli ha detto che suo “padre è stato ucciso dai soldati. Qui ora non mangiamo abbastanza”.

Incontrando i giornalisti al termine della visita, l’arcivescovo di Dhaka ha affermato: “Sta avvenendo qualcosa di disumano. I Rohingya vivevano in Myanmar da generazioni, ma non hanno la cittadinanza. Non è una nota positiva per il Myanmar. La questione più rilevante è il motivo per cui non hanno la cittadinanza”. Poi ha lanciato un appello a tutti i leader mondiali affinchè risolvano insieme la crisi. “È responsabilità di tutti”, ha ribadito.

In seguito il cardinale ha incontrato Md Ali Hossain, vice commissario del distretto di Cox’s Bazar, uno dei più colpiti dall’emergenza umanitaria, cui ha consegnato 1 milione di taka (circa 10.200 euro) raccolti dalla Chiesa cattolica per dare sostegno. Infine ha confermato un maggiore impegno da parte di Caritas Bangladesh, che tramite di uffici di Chittagong sta già distribuendo generi di prima necessità.

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