09/09/2006, 00.00
BANGLADESH
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Bangladesh, aperto il processo di beatificazione per il primo vescovo nativo

E' il defunto arcivescovo di Dhaka, mons. Theotonius Amal Ganguly. Alla messa ufficiale per l'apertura della causa, nove presuli, centinaia di religiosi ed oltre tremila fedeli.

Dhaka (AsiaNews/Ucan) – I cattolici del Bangladesh hanno iniziato a chiedere l'intercessione del loro primo arcivescovo nativo, mons. Theotonius Amal Ganguly, e a pregare per la sua beatificazione, la prima di un cattolico locale. Il parroco della cattedrale di S. Maria a Dhaka, p. Proshanto Theotonius Rebeiro, ha detto nel corso di una funzione celebrata il 2 settembre scorso: "Ora non lo ricorderemo più come il defunto arcivescovo, ma come il servo di Dio Theotonius Amal Ganguly".

Alla cerimonia, che segna un evento storico per il Paese, hanno partecipato nove prelati – fra cui il nunzio apostolico mons. Paul Tschang In-nam e l'attuale arcivescovo di Dhaka, mons. Paulinus Costa – circa cento sacerdoti, diverse centinaia di religiosi e oltre tremila fedeli. La messa era stata infatti annunciata come "l'annuncio ufficiale del processo della causa di beatificazione e canonizzazione" dell'arcivescovo Ganguly.

Il termine "servo di Dio" rappresenta il preludio alle tre fasi del processo di canonizzazione, in cui il candidato può essere dichiarato venerabile, proclamato beato e canonizzato come santo. Per i candidati che non sono morti martiri, il diritto canonico richiede, fra le altre cose, un miracolo certificato avvenuto per intercessione come condizione per la beatificazione, ed un secondo per la canonizzazione.

Il beato papa Giovanni XXIII nominò  il primo vescovo nativo dell'allora Pakistan dell'Est il 3 settembre del 1960; il 6 luglio del 1965, l'allora pontefice Paolo VI lo nominò arcivescovo coadiutore di Dhaka. Il prelato guidò l'arcidiocesi dal 23 novembre del 1967 al 2 settembre del 1977, quando morì – a 57 anni – per un attacco cardiaco.

Nel corso della sua omelia – pronunciata nel corso della messa del 2 settembre scorso -  l'arcivescovo Costa ha ricordato i moltissimi laici, giovani ed anziani, che gli hanno richiesto di prendere l'iniziativa di aprire la causa di beatificazione del suo predecessore. A marzo, il presule ha esaudito la richiesta ed ha iniziato il processo di richiesta a Benedetto XVI per aprire la causa.

"Pregheremo – ha detto l'arcivescovo – affinché Dio conceda a questo processo un buon esito. Ognuno di voi riceverà una foto del servo di Dio ed una preghiera: vi chiedo di recitarla in ogni casa ed in ogni parrocchia".

Dopo la funzione, molti fedeli si sono recati a pregare presso la tomba di mons. Ganguly, nella residenza arcivescovile. Molti di loro provengono da parrocchie sparse per il Paese. Gabriel ed Agnes Botlero, di 70 e 77 anni, hanno preso diversi autobus per essere presenti alla messa. Avevano entrambi partecipato alle messe officiate dal servo di Dio e ne erano rimasti impressionati.

"Siamo venuti - dice Gabriel – per chiedere la sua benedizione. Speriamo che preso possa divenire santo".

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