27/09/2017, 09.01
IRAQ - IRAN - TURCHIA
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Barzani: vittoria schiacciante del “sì” al referendum. Ankara e Teheran contro Erbil

Al voto ha partecipato il 78% degli aventi diritto, su un totale di 5,3 milioni di elettori registrati. I favorevoli sarebbero circa il 90%, ma si attendono i risultati ufficiali. Baghdad avoca il controllo degli aeroporti del Kurdistan. Erdogan minaccia di affamare i curdi e pavento il rischio di “conflitto etnico”. L’Iran teme il “caos politico” e l’alleanza curdo-israeliana. 

 

Erbil (AsiaNews/Agenzie) - Il leader curdo Massoud Barzani ha annunciato la schiacciante vittoria dei “sì” al controverso referendum curdo per l’indipendenza da Baghdad, che si è tenuto il 25 settembre scorso e ha già provocato le ire di Teheran e Ankara. Alta l’affluenza alle urne: alla chiusura degli oltre 12mila seggi sparsi per le tre province del Kurdistan - Erbil, Sulaimaniyah e Dohuk - avevano votato il 78% degli aventi diritto, su un totale di 5,3 milioni di elettori registrati. Si è votato anche nella provincia contesa - e ricchissima di petrolio nel sottosuolo - Kirkuk, in cui il governatorato locale ha imposto il coprifuoco (poi rimosso) alla chiusura dei seggi nel timore di incidenti. 

I curdi, che governano la regione autonoma dal 2003 in seguito all’invasione internazionale a guida Usa che ha portato alla caduta dell’ex dittatore Saddam Hussein, considerano il referendum una “tappa storica” verso la nascita di un proprio Stato. Di contro, Baghdad considera il voto anticostituzionale anche perché non si è svolto solo nella regione curda ma ha riguardato “territori al centro di dispute”. 

In un discorso alla nazione, Barzani ha proclamato la vittoria del “sì” e ha invitato il governo centrale a intavolare un “dialogo serio” con Erbil, invece di minacciare la leadership della regione con sanzioni e ritorsioni varie. “Potrebbero arrivare tempi duri - ha dichiarato Barzani - ma saremo in grado di superarli”. Egli ha quindi invitato le potenze mondiali a “rispettare il volere di milioni di persone” che hanno votato al referendum. 

In precedenza, la televisione curda Rudaw TV ha riferito della schiacciante vittoria dei favorevoli, con una percentuale del 90%. In giornata è previsto l’annuncio dei risultati ufficiali. 

Immediata la reazione al voto delle principali potenze regionali e internazionali, soprattutto della Turchia e dell’Iran. Baghdad ha lanciato ieri un ultimatum ai curdi, chiedendo loro di trasferire al governo centrale il controllo degli aeroporti. Il Parlamento irakeno ha votato una risoluzione in cui annuncia lo stanziamento delle forze di sicurezza “in tutte le zone” contese, ma che non è stato ancora applicato. 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato di “affamare” i curdi, come risultato di una serie di provvedimenti punitivi nel caso in cui dovesse continuare il cammino verso la nascita di una entità indipendente. Il leader turco ha accusato il governo regionale del Kurdistan (Krg) di “tradimento” e si rivolge all’omologo curdo Barzani, intimandogli di “mettere fine all’avventura”. 

Fra le conseguenze del voto, secondo Erdogan vi è anche il rischio di un “conflitto etnico e confessionale” nella regione. La Turchia, ha concluso, è pronta a considerare “tutte le opzioni” sul terreno - dalle sanzioni economiche all’intervento militare - per mettere fine al sogno irredentista. 

In queste ore si registrano infine anche le reazioni da Teheran, che teme il rischio di un gravissimo “caos politico” in Medio oriente in conseguenza del voto. “La risposta di questa mossa politica - avverte Ali Akbar Velayati, consigliere capo della guida suprema iraniana - è il caos politico nella regione”. “L’onorevole popolo del Kurdistan - ha aggiunto - non sarà in grado di sopportare questa disgrazia”. Dietro le dichiarazioni di Teheran vi sono i timori per le possibili spinte indipendentiste dei curdi all’interno dei confini iraniani e per il rafforzato legame fra Erbil e Israele, unico fra gli Stati della regione a sostenere il referendum.(DS)

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