18 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 27/09/2017, 09.01

    IRAQ - IRAN - TURCHIA

    Barzani: vittoria schiacciante del “sì” al referendum. Ankara e Teheran contro Erbil



    Al voto ha partecipato il 78% degli aventi diritto, su un totale di 5,3 milioni di elettori registrati. I favorevoli sarebbero circa il 90%, ma si attendono i risultati ufficiali. Baghdad avoca il controllo degli aeroporti del Kurdistan. Erdogan minaccia di affamare i curdi e pavento il rischio di “conflitto etnico”. L’Iran teme il “caos politico” e l’alleanza curdo-israeliana. 

     

    Erbil (AsiaNews/Agenzie) - Il leader curdo Massoud Barzani ha annunciato la schiacciante vittoria dei “sì” al controverso referendum curdo per l’indipendenza da Baghdad, che si è tenuto il 25 settembre scorso e ha già provocato le ire di Teheran e Ankara. Alta l’affluenza alle urne: alla chiusura degli oltre 12mila seggi sparsi per le tre province del Kurdistan - Erbil, Sulaimaniyah e Dohuk - avevano votato il 78% degli aventi diritto, su un totale di 5,3 milioni di elettori registrati. Si è votato anche nella provincia contesa - e ricchissima di petrolio nel sottosuolo - Kirkuk, in cui il governatorato locale ha imposto il coprifuoco (poi rimosso) alla chiusura dei seggi nel timore di incidenti. 

    I curdi, che governano la regione autonoma dal 2003 in seguito all’invasione internazionale a guida Usa che ha portato alla caduta dell’ex dittatore Saddam Hussein, considerano il referendum una “tappa storica” verso la nascita di un proprio Stato. Di contro, Baghdad considera il voto anticostituzionale anche perché non si è svolto solo nella regione curda ma ha riguardato “territori al centro di dispute”. 

    In un discorso alla nazione, Barzani ha proclamato la vittoria del “sì” e ha invitato il governo centrale a intavolare un “dialogo serio” con Erbil, invece di minacciare la leadership della regione con sanzioni e ritorsioni varie. “Potrebbero arrivare tempi duri - ha dichiarato Barzani - ma saremo in grado di superarli”. Egli ha quindi invitato le potenze mondiali a “rispettare il volere di milioni di persone” che hanno votato al referendum. 

    In precedenza, la televisione curda Rudaw TV ha riferito della schiacciante vittoria dei favorevoli, con una percentuale del 90%. In giornata è previsto l’annuncio dei risultati ufficiali. 

    Immediata la reazione al voto delle principali potenze regionali e internazionali, soprattutto della Turchia e dell’Iran. Baghdad ha lanciato ieri un ultimatum ai curdi, chiedendo loro di trasferire al governo centrale il controllo degli aeroporti. Il Parlamento irakeno ha votato una risoluzione in cui annuncia lo stanziamento delle forze di sicurezza “in tutte le zone” contese, ma che non è stato ancora applicato. 

    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato di “affamare” i curdi, come risultato di una serie di provvedimenti punitivi nel caso in cui dovesse continuare il cammino verso la nascita di una entità indipendente. Il leader turco ha accusato il governo regionale del Kurdistan (Krg) di “tradimento” e si rivolge all’omologo curdo Barzani, intimandogli di “mettere fine all’avventura”. 

    Fra le conseguenze del voto, secondo Erdogan vi è anche il rischio di un “conflitto etnico e confessionale” nella regione. La Turchia, ha concluso, è pronta a considerare “tutte le opzioni” sul terreno - dalle sanzioni economiche all’intervento militare - per mettere fine al sogno irredentista. 

    In queste ore si registrano infine anche le reazioni da Teheran, che teme il rischio di un gravissimo “caos politico” in Medio oriente in conseguenza del voto. “La risposta di questa mossa politica - avverte Ali Akbar Velayati, consigliere capo della guida suprema iraniana - è il caos politico nella regione”. “L’onorevole popolo del Kurdistan - ha aggiunto - non sarà in grado di sopportare questa disgrazia”. Dietro le dichiarazioni di Teheran vi sono i timori per le possibili spinte indipendentiste dei curdi all’interno dei confini iraniani e per il rafforzato legame fra Erbil e Israele, unico fra gli Stati della regione a sostenere il referendum.(DS)

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    25/10/2017 08:48:00 IRAQ
    Erbil offre a Baghdad il ‘congelamento’ dei risultati del referendum sull’indipendenza

    Le autorità curde propongono il cessate il fuoco per “prevenire ulteriori violenze e scontri”. Da Erbil anche la proposta di un “dialogo aperto” fra le due parti. Il Parlamento curdo posticipa le elezioni legislative e presidenziali del Primo novembre. L’offerta di una mediazione Onu per “superare la crisi”. 

     



    17/10/2017 12:33:00 IRAQ
    L’esercito irakeno strappa ai curdi due centri petroliferi alla periferia di Kirkuk

    Presi i centri di Bay Hassan e Havana, dal 2014 in mano a Erbil. Ogni giorno producono 250mila barili e garantivano il 40% delle esportazioni della regione autonoma. Il sostegno turco a Baghdad e l’appello alla calma e al dialogo degli Stati Uniti. Intellettuali curdi: gli elettori al referendum “imbrogliati da false promesse”. 

     



    16/10/2017 08:59:00 IRAQ
    Kirkuk, scontri fra esercito irakeno e curdi. Timori per un nuovo conflitto

    Scambi di artiglieria e razzi fra i due fronti nella mattinata di oggi alla periferia sud della città. Baghdad vuole riassumere il controllo di importanti pozzi petroliferi, di una base militare e dell’aeroporto. Dall’area proviene il 40% del petrolio esportato dalla regione autonoma del Kurdistan. 

     



    02/10/2017 08:56:00 IRAQ
    Kerbala, sciiti irakeni celebrano l’Ashura in salsa anti-curda

    Le celebrazioni si sono svolte ieri nella città santa, per ricordare l’uccisione del nipote di Maometto. Oltre 25mila agenti stanziati a sicurezza dei fedeli. I partecipanti hanno promosso slogan e canti contro il leader curdo Barzani. Nel mirino la ““cospirazione separatista nel nord dell’Iraq”.

     



    27/09/2017 14:13:00 IRAQ
    Referendum curdo: alta e libera la partecipazione dei cristiani. Tutti temono la risposta turca

    La popolazione, anche cristiana, si è espressa con un alto grado di partecipazione e senza forzature o pressioni. Fonte di AsiaNews: un voto che chiede di ridisegnare gli equilibri nell’area, dopo Saddam, le violenze estremiste e l’Isis. Il “dialogo coraggioso” chiesto dal patriarcato caldeo per una soluzione politica. Paura per le “gravissime” minacce di Erdogan. 

     





    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: Avvento fra i profughi di Mosul, la solidarietà più forte delle difficoltà (Foto)



    P. Samir racconta un clima di gioia e di speranza, nonostante la mancanza di risorse e il calo negli aiuti. La lotta per sopravvivenza ha accresciuto il legame di unione fra cristiani e con musulmani e yazidi. Ancora oggi il centro ospita 150 rifugiati, il 70% dipende dalle risorse stanziate dalla Chiesa. Centinaia di giovani all’incontro di preghiera in preparazione al Natale.


    VATICANO-ASIA
    Xenofobia e populismo. Il caso dell’Asia

    Bernardo Cervellera

    Il simposio sul tema, voluto dal Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) e dal Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale. Nella crescente ostilità verso gli altri, considerati come nemici e stranieri, tracciare le piste per l’impegno delle Chiese. I “migranti” tema politico importante in Germania e nella Brexit del Regno Unito. Testimonianze dall’America latina e dall’Africa. Esperienze asiatiche affidate al direttore di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®