27/02/2009, 00.00
MALAYSIA
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Borneo, l’elefante pigmeo a rischio estinzione

L’animale è ghiotto di palme da olio, un bene prezioso per l’industria malaysiana, che uccide i pachidermi per tutelare la produzione. Nel 2008 l’esportazione dei suoi derivati ha fatto registrare un volume di affari superiore ai 17 miliardi di dollari Usa. Il Wwf chiede soluzioni “di lungo periodo” per preservare la specie.

Sukau (AsiaNews/Agenzie) – In Malaysia l’elefante pigmeo rischia l’estinzione. Sulla specie – una variante dell’elefante comune – pende la minaccia dell’industria malaysiana di olio di palma, che per difendere le piantagioni non esita ad abbattere gli esemplari rimasti.

Gruppi di elefanti pigmei nell’isola del Borneo malese si spingono all’interno delle piantagioni di palme, le quali nel tempo hanno sottratto spazio al loro habitat naturale. Gli animali si cibano del cuore della palma da olio, per cui ingaggiano vere e proprie battaglie con i coltivatori.

Secondo stime del Wwf nello Stato nord-orientale di Sabah – attraversato dal fiume Kinabatagan – vi sono ancora 1500 elefanti pigmei: essi, un tempo, erano considerati i discendenti degli esemplari di uno zoo privato appartenente al sultano di Sulu; ora si è più propensi a credere che si tratti di una sottospecie del più diffuso elefante asiatico, dal quale si differenzia per una statura più bassa di mezzo metro circa (l’elefante pigmeo raggiunge al massimo i 2,5 metri di altezza), da un muso bambinesco, larghe orecchie e da un carattere in genere più docile.

Di norma ogni giorno esso compie un percorso di uno o due chilometri in cerca di cibo e mangia all’incirca 200 chili fra erba, palme e banane. Gli alimenti di cui si nutre, però, scarseggiano sempre più a causa dell’aumento dei villaggi, della costruzione di nuove strade, la nascita di nuove piantagioni ed è per questo che oggi può arrivare a coprire giornalmente distanze triple pur di sfamarsi.

I conflitti con l’uomo scoppiano quando l’elefante pigmeo sconfina nei palmeti per cibarsi dei frutti delle piante, utilizzate per una vasta serie di prodotti che variano dall’olio da cucina ai cosmetici. La palma da olio è anche una delle principali risorse nel settore dell’export: in Malaysia vi sono 4,3 milioni di ettari di piantagione e solo a Sabah, uno dei 13 stati del Paese, i territori coltivati sono circa 1,4 milioni. Nel 2008 il giro di affari ha toccato quota 17.64 miliardi di dollari Usa.  

“Ogni giorno si registrano scontri fra uomo ed elefante attorno alle piantagioni di Kinabatagan”, riferisce Raymond Alfred del Wwf. “In molte zone – denuncia l’ambientalista – si verificano uccisioni e avvelenamenti. Dobbiamo trovare delle soluzioni di lungo periodo”.

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