17/12/2020, 11.19
BRASILE-CINA
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Brasilia: il 5G di Huawei è una minaccia alla sicurezza nazionale

di Silvina Premat

I brasiliani studiano vie legali per vietare l’uso dell’internet ultraveloce cinese. Secondo il figlio del presidente brasiliano, Pechino vuole compiere operazioni di spionaggio informatico. Esperto argentino: Con o senza 5G cinese, i nostri dati web sono comprati e venduti per scopi che non conosciamo.

Buenos Aires (AsiaNews) – Il governo brasiliano sta studiando vie legali per vietare l’uso dei sistemi 5G di Huawei, colosso cinese dell’hi-tech e leader mondiale nello sviluppo di questa tecnologia. Il motivo è lo stesso sollevato da Stati Uniti e Unione europea: possibili rischi per la sicurezza dei dati che transitano attraverso le connessioni internet ultraveloci.

Il calcio d’inizio della contesa per lo sviluppo del 5G in Brasile è stato dato nientemeno che da Eduardo Bolsonaro, deputato al Parlamento federale e figlio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. In dichiarazioni pubbliche, Bolsonaro Jr. ha affermato che Huawei sta cercando di conquistare il mercato del settore in America Latina per compiere operazioni di spionaggio informatico. Egli sostiene che attraverso la sua tecnologia 5G, la compagnia cinese può violare le informazioni private dei cittadini e delle aziende che vi fanno ricorso.

Le parole di Eduardo Bolsonaro hanno dato vita a uno scambio diplomatico tra le autorità cinesi e quelle brasiliane; alcuni tweet hanno definito “offensivo” e “irrispettoso” il trattamento riservato a Huawei da parte di Brasilia.

Secondo Ramiro Podetti, politologo argentino e preside della facoltà di Studi umanistici all’università di Montevideo, sarà difficile per l’amministrazione Bolsonaro escludere Huawei dallo sviluppo della rete nazionale 5G. Egli fa notare che l’offerta tecnologica intorno al 5G è e sarà al centro della scena geopolitica globale, anche più della competizione militare.

“I Bolsonaro – dice Podetti ad AsiaNews – sono dei romantici che hanno scoperto in modo tardivo la natura totalitaria della Cina. Noi viviamo in un altro tipo di regime, dove non vi è il totalitarismo, ma la mercificazione di tutto. Se si sceglie un fornitore 5G [diverso da Huawei] non sarà molto diverso”, perché “rimarrà in ogni caso il problema della gestione delle informazioni”.

Quello cinese è un regime di “sorveglianza universale”, aggiunge Podetti. Egli sottolinea però che anche in Occidente, senza comunismo, ma con il capitalismo, “i nostri dati sono comprati e venduti per scopi che non conosciamo”.

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