20/09/2016, 08.43
INDIA
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Card. Gracias: Uniti al Papa nella preghiera per la pace, in India e nel mondo

di Nirmala Carvalho

Oggi la Chiesa universale si unisce al Papa, che ha chiesto di rendere il 20 settembre una "giornata mondiale di preghiera per la pace". L’arcivescovo di Mumbai si trova a Bangalore per una riunione della Conferenza episcopale dei vescovi di rito latino, di cui è presidente. La Chiesa in India “accoglie tutti, senza discriminazioni”. L’opera dei cattolici nelle strutture sanitarie e nell’educazione dei giovani.

Mumbai (AsiaNews) – La Chiesa indiana si unisce ai cattolici di tutto il mondo che oggi pregano, come chiesto da papa Francesco, per la pace nel mondo. In India il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale dei vescovi di rito latino (Ccbi), ha celebrato una messa e ha pregato per la pace. Davanti agli altri arcivescovi riuniti a Bangalore, dove è in corso la riunione della Commissione permanente della Ccbi, ha detto: “Oggi la Chiesa cattolica in India vuole essere segno visibile dell'unità nella preghiera”.

Il cardinale ha invitato tutte le parrocchie, associazioni ecclesiastiche e istituzioni ad osservare la giornata di preghiera e a trascorrere del tempo pregando per la pace.

L’arcivescovo ha ricordato le vittime militari del recente attacco armato avvenuto a Uri, nel Kashmir, dove i separatisti hanno fatto irruzione nella base militare e hanno ucciso 18 soldati. “L’attacco – ha affermato – ha provocato in noi angoscia e dolore e 18 dei nostri coraggiosi soldati hanno perso la propria vita. Preghiamo affinchè Dio possa garantire loro il riposo eterno e consolazione per le loro famiglie. Preghiamo per la pace nel nostro Paese, in Asia e in tutto il mondo”.

Il porporato ha enfatizzato anche il ruolo della Chiesa cattolica in India nel servizio ai poveri, malati e sofferenti e l’opera delle scuole e istituzioni cattoliche che offrono istruzione e ospitalità “senza discriminazione di casta, cultura o credo”.

Parlando delle cure mediche, sostiene: “I nostri servizi sanitari, guidati dagli insegnamenti cristiani, sono luoghi di dialogo interreligioso e interculturale. La Chiesa apre le sue strutture mediche a tutti, senza discriminazioni di età, sesso, religione, classe, casta, gruppo etnico, o altri fattori socio-economici, politici o culturali. Una enfasi speciale viene data ai gruppi svantaggiati come i tribali, dalit, migranti, rifugiati e disabili”.

In India anche le istituzioni educative cristiane, ha concluso, “sono classi di pluralismo e armonia, dove bambini di fede e cultura diverse imparano a dialogare e a condividere valori universali come la solidarietà, la tolleranza e la coesistenza pacifica. Questo crea un ambiente che permette agli studenti di comprendere meglio la vita della società e la situazione culturale”.

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